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Ticino
Corruzione al Dipartimento delle istituzioni? "Illazioni"
Corruzione al Dipartimento delle istituzioni? "Illazioni"
Corruzione al Dipartimento delle istituzioni? "Illazioni"
Redazione
9 anni fa
Dura risposta del Consiglio di Stato all'interrogazione di Crivelli Barella sulle infiltrazioni mafiose in Ticino

È un Consiglio di Stato in qualche modo stizzito quello che risponde all'interrogazione sulle infiltrazioni mafiose presentata nel giugno scorso a nome dei Verdi dalla deputata Claudia Crivelli Barella (vedi articolo suggerito).

Gli interroganti citavano il caso del pentito di mafia Gennaro Pulice e quello dei permessi di lavoro fasulli e sostenevano che queste vicende avessero "portato alla luce dell'opinione pubblica come il problema della corruzione all'interno del Dipartimento delle istituzioni sia un tema attuale che va risolto con misure più chiare ed efficaci".

Essi parlavano inoltre di "situazione pericolosa per i cittadini ed inaccettabile dal punto di vista morale e da quello della sicurezza pubblica" e ponevano quindi una serie di domande con l'obiettivo di "prevenire" questi casi anziché intervenire "solamente quando un reato è già stato compiuto".

Il Consiglio di Stato, come detto, non è per nulla d'accordo con la chiave di lettura di Crivelli Barella e cofirmatari.

"Non ci è sfuggito il messaggio di sfiducia verso i collaboratori del Dipartimento delle istituzioni e non possiamo non reagire di fronte alla più volte reiterata illazione secondo la quale la vicenda dei permessi falsi avrebbe portato alla luce dell’opinione pubblica una dilagante corruzione all’interno del Dipartimento delle istituzioni e dell’Amministrazione cantonale" esordisce il Governo nella sua risposta.

Il Consiglio di Stato scrive quindi che "il rapporto del giudice emerito dott. avv. Lorenzo Anastasi, chiamato dal Consiglio di Stato a svolgere un’indagine indipendente conoscitiva sul funzionamento dell’Ufficio della migrazione (UM), ha concluso che quello dei permessi falsi non è, come da voi arbitrariamente affermato, da ricondurre a un problema sistemico, bensì all’agire di alcune persone singole, nel mentre non più impiegate nell’Amministrazione cantonale. Alle stesse conclusioni è giunta la Commissione della gestione e delle finanze."

Inoltre il Governo ricorda che le esternazioni del signor Pulice su un presunto funzionario corrotto per ottenere il permesso B "non hanno trovato conferma".

"Ci risulta difficile ritenere che non si era a conoscenza di quanto sopra e concludiamo, senza aggiungere nessun commento, che con il vostro scritto avete intenzionalmente attribuito all’opinione pubblica una conclusione, quella della corruzione all’interno del Dipartimento delle istituzioni, che già era ampiamente smentita dagli approfondimenti eseguiti, secondo processi indipendenti, dai tre Poteri dello Stato" scrive quindi il Consiglio di Stato, prima di passare alle risposte vere e proprie, che sono riassumibili così: "Gli strumenti per prevenire gli abusi ci sono già."

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