
“Ci stiamo muovendo molto in fretta, questo vaccino è stato ultimato da una professoressa che ha molta esperienza sui virus e sui coronavirus in particolare” spiega Giacomo Gorini, giovane ricercatore italiano a Oxford, con uno speranzoso sorriso ai colleghi di Teleticino durante il TgSpeciale. “Lo sforzo scientifico, oltre che organizzativo, è una cosa che non si era mai vista. Ci si sta muovendo in fretta e bene. La tabella di marcia è puntare a terminare la ricerca per capire se il vaccino che stiamo studiando è efficace in modo da saperlo per settembre o ottobre, poi bisognerà vedere come distribuirlo a chi lo necessita” ha spiegato il ricercatore.
Giacomo Gorini, riminese di nascita, lavora nel dream team dello Jenner Institute di Oxford e proprio lì è partito il test su 500 volontari dai 18 ai 55 anni. E spiega: “I 500 pazienti non corrono rischi e per questo abbiamo deciso di reclutarli, la stessa piattaforma – sebbene contro altre malattie – aveva già dato ottimi profili di sicurezza in passato”. Giacomo Gorini, racconta gli sviluppi con ottimismo e precisa: “Credo che il mondo scientifico si stia muovendo molto bene nel versificare gli investimenti e l’unica cosa importante oggi è che qualcuno trovi un vaccino funzionale al più presto”.
Prima di arrivare, però, a un vaccino ci vorrà ancora tempo. Molti dicono anni, altri dicono meno, ma comunque bisognerà attendere. “Prima del vaccino è più probabile che avremo un trattamento e su questo ci sono moltissimi laboratori in tutto il mondo che ci stanno lavorando”. Per quanto riguarda invece il lavoro del ricercatore, Giacomo fa un appunto: “Noi non lavoriamo a stretto contatto con il virus e attuiamo anche noi tutte le misure di precauzione, nel nostro istituto non maneggiamo il virus vero e proprio. Per questo motivo possiamo affermare che il vaccino è sicuro per i volontari e assicuriamo che non entreranno mai a contatto del virus per mano nostra”. E conclude: “L’ultima cosa che vogliamo è che scatti un’epidemia proprio all’interno dell’istituto”.
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