
Nella sua seduta di giovedì scorso il Municipio di Lugano ha inviato una lettera al Consiglio di Stato in cui chiede un incontro per discutere del tema relativo alla sistemazione viaria via Sonvico–via Ciani.
Quest’opera – come afferma il Governo nel messaggio sul Piano regolatore del Nuovo Quartiere di Cornaredo (PR-NQC) - è infatti parte di un “disegno di pianificazione organico e integrato”, scaturito da un “percorso condiviso di progressivo avvicinamento al PR-NQC”.
In un comunicato odierno, il Municipio di Lugano scrive di aver appreso mercoledì dell'intenzione - anticipata dal direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali alla Commissione della gestione del Gran Consiglio il 15 marzo - di limitare l'approvazione del progetto di sistemazione viaria di via Sonvico-via Ciani e di ridurre la richiesta del credito oggetto del messaggio governativo del 17 dicembre 2014.
La Città ritiene che l’opera sia "di fondamentale importanza per la pianificazione di uno dei quartieri più sensibili e interessanti per lo sviluppo futuro del Luganese e chiede di poter concertare con il Cantone il programma di sviluppo di questa area importante per tutto l'agglomerato."
Il Municipio di Lugano si dice "sorpreso e preoccupato per un inatteso cambio di orientamento che rischia di condizionare concretamente lo sviluppo e la gestione dei progetti nell'area intercomunale di Cornaredo, un comparto territoriale strategico impostato su una pluriennale collaborazione intercomunale. Un tale scenario andrebbe a discapito non solo della regione ma di tutto il Cantone."
"Il progetto di sistemazione viaria via Sonvico–via Ciani era stato affinato e condiviso fra i servizi del Cantone e dei Comuni interessati ed ė conforme agli indirizzi del Piano direttore cantonale e alle disposizioni del Piano regolatore del NQC, definiti nell'ambito dell'attuazione delle opere della seconda fase del Piano dei trasporti del luganese e del Piano di agglomerato del Luganese" scrive il Municipio. "Sulla base del Piano regolatore del nuovo quartiere, elaborato dunque con solide premesse, sono stati avviati numerosi progetti relativi allo sviluppo urbanistico del comparto, che dipendono direttamente dall'attuazione del programma di realizzazione infrastrutturale di ordine superiore delineato e concordato. Per questa ragione una battuta d’arresto non è oggi sostenibile."
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