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Viabilità
Cornaredo, il Tf boccia la maxi rotonda sul Cassarate. Lombardi: “Una tegola, ma non tutto è perduto”
Agenzia NQC/Ticinonews
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Redazione
un giorno fa
Il capo dicastero sviluppo territoriale di Lugano spera che il Tribunale cantonale amministrativo possa venire incontro alle necessità della Città e dei Comuni interessati. "Non bisogna ricominciare necessariamente da zero e impiegare altri dieci anni".

Il Tribunale federale ha parzialmente accolto il ricorso dell’Associazione traffico e ambiente (ATA) contro il progetto di sistemazione viaria di Cornaredo, bloccando di fatto l’avanzamento della cosiddetta “Porta Nord” di Lugano. In particolare – riferisce il Corriere del Ticino – i giudici hanno criticato la grande rotatoria prevista sopra il fiume Cassarate. Secondo il Tribunale, tale rotatoria non può essere considerata a tutti gli effetti un’opera di attraversamento del corso d’acqua, poiché serve soprattutto a distribuire il traffico sulla stessa sponda e solo marginalmente a collegare le due rive. Il Tribunale cantonale amministrativo (TRAM) e il Cantone non avrebbero svolto una ponderazione completa degli interessi, né valutato adeguatamente l’impatto ambientale. Il dossier torna ora al TRAM per nuovi accertamenti, con il rischio di ulteriori ritardi di anni, o persino di dover ripensare il progetto. L’ATA chiede di ripartire da zero con una pianificazione più rispettosa dell’ambiente e del benessere dei cittadini.

Lombardi: "Non tutto è perduto"

“Evidentemente, la Città di Lugano e i Comuni di Canobbio e Porza, che insieme costituiscono l’agenzia ‘Nuovo quartiere di Cornaredo’, aspettavano da tempo questa decisione e la speravano favorevole”, afferma ai microfoni di Ticinonews il capo dicastero sviluppo territoriale di Lugano, Filippo Lombardi. “C’è una certa delusione, perché questi lavori dovrebbero partire, e noi sappiamo che ci sono cose che stanno accadendo in quella zona, a cominciare dall’apertura imminente del polo Sportivo e degli Eventi. Motivo per cui attendevamo con ansia la decisione”. Valutando bene, però, “forse non tutto è perduto; non bisogna ricominciare necessariamente da zero e impiegare altri dieci anni". Gli atti vengono infatti rimandati al TRAM "che, ci auguriamo, potrà venire incontro alle necessità della Città, dei Comuni -  e anche del Cantone – in tempi abbastanza brevi. Come detto, non tutto è perso, ma al momento siamo di fronte a una tegola”.

"Valuteremo eventuali misure"

Le aperture previste andranno comunque avanti, con l’inaugurazione dell’Arena sportiva prima e del palazzetto poi. Mantenendo fino ad allora l'attuale sistema viario, vi è il pericolo di un certo caos. “Il rischio esiste, per questo da tempo si insisteva sul fatto di poter proseguire", riprende Lombardi. "Vedremo in futuro, d’accordo con il Cantone, quali misure temporanee possono essere eventualmente adottate per alleggerire la problematiche. Le questioni verranno discusse nei prossimi mesi tra il nuovo quartiere di Cornaredo, i tre Comuni interessati e il Cantone".

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