
«Ci capita spesso di confrontarci con orologeria, gioielleria, borse e pelletteria di famosi brand», spiega Manuel Lucini, sostituto capo dell’Unità Dogana Sopraceneri. «A questo si aggiunge tutto ciò che concerne i veicoli, compresi gli aeromobili: le riparazioni e gli interventi di manutenzione effettuati all’estero devono infatti essere annunciati all’ufficio doganale al momento dell’atterraggio». Stiamo parlando con lui all’aeroporto di Agno, uno dei pochi punti di ingresso diretto in Svizzera per chi proviene da Paesi esterni allo spazio Schengen. Qui operano infatti i funzionari dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC), che effettuano i controlli sulla base di un’analisi dei rischi e della situazione concreta. «I controlli vengono svolti secondo processi ben stabiliti e nel rispetto delle normative Schengen», precisa Lucini.
Dai coralli agli orologi di lusso
L’estate appena trascorsa è stata un periodo particolarmente intenso per lo scalo luganese, con numerosi voli in arrivo e in partenza. Ci sono quindi stati controlli intensi per verificare eventuali merci non dichiarate o introdotte illegalmente nel Paese. Per citare alcuni esempi di sequestri effettuati, vi è quello di un’auto di lusso appartenente a un cittadino ucraino residente in Ticino, non sdoganata nel 2024. Più recentemente, i funzionari hanno intercettato delle borse contraffatte arrivate con un volo dall’Islanda. Proprio nei giorni scorsi, inoltre, ad Agno è stato sequestrato un orologio di lusso. Non mancano i casi più particolari. «Capita sovente, per esempio, di trovare caviale, per il quale esiste una quantità massima che non può essere superata», racconta Lucini. «Ci è capitato anche di rinvenire sciarpe di shahtoosh, coralli e altri prodotti simili». I controlli non riguardano unicamente merci non sdoganate o dichiarate in modo incompleto. Possono infatti emergere anche violazioni legate a prodotti sottoposti a divieti o limitazioni. Tra questi rientrano le merci disciplinate dalla normativa CITES, così come frutta e fiori recisi importati da Paesi terzi. «In alcuni casi vengono inoltre rinvenute piccole quantità di stupefacenti, e i controlli possono portare anche all’identificazione di persone ricercate per reati minori o per multe non pagate».
Non solo controlli
Da circa un anno, inoltre, ad Agno è stata rafforzata la presenza dell’ufficio doganale. Qui è possibile espletare pratiche relative alle merci commerciali e amministrative, ma anche affrontare situazioni che possono evitare... la perdita di un viaggio. Tra i servizi offerti vi è infatti il rilascio del passaporto d’emergenza. «Può richiederlo, ad esempio, un cittadino svizzero che deve partire e si accorge che il passaporto è scaduto o che la validità residua non è sufficiente per il Paese che intende visitare», spiega Lucini. «Abbiamo la possibilità di emettere un passaporto d’emergenza che autorizza a effettuare il viaggio».

