
Stanno ricevendo un grande sostegno anche sui social network i tre giornalisti che ieri sono stati arrestati in Venezuela mentre cercavano di entrare nel carcere di Tocoron per un reportage (vedi articoli suggeriti).
I tre, tra cui c'è anche il ticinese Filippo Rossi, sono stati arrestati dalla Guardia bolivariana, i fedeli del presidente Nicolas Maduro. Come riporta Il Giornale, si trovavano in Venezuela da una settimana per realizzare un servizio sul fronte anti governativo e sui gruppi chavisti che appoggiano il governo. Due giorni fa si sono recati a Caracas assieme a Jesús Medina, un giornalista di un portale molto noto e fortemente critico del governo di Maduro. L'intento, pare, era quello di intervistare uno dei capi dei detenuti nel carcere di Tocoron.
Preoccupati e vicini al ticinese molti utenti di Facebook: "Filippo sono super presente dietro le quinte! Tieni duro e mando tanta energia! Forza! Positivo che tutto si risolva velocemente e senza conseguenze!", si legge sulla sua pagina. "Spero che tutto si risolva per il meglio. Pensieri positivi per te e che questa brutta vicenda si chiuda presto". "Coraggio ragazzi, molto preoccupato per voi".
Numerosissimi i messaggi di sostegno anche per il collega italiano Roberto Di Matteo: "Ancora nel mondo non c'è libertà di stampa! Roberto Di Matteo in bocca al lupo e torna presto in Italia! Siamo vicini ai genitori e alla sorella. Tutto si risolverà per il meglio". Di Matteo è collaboratore del giornale.it e degli Occhi della guerra.
Al momento, si legge sulla stampa estera, i tre "stanno bene" e l'accusa dovrebbe essere di "detenzione non autorizzata di strumentazione fotografica". Rossi e Di Matteo erano in possesso di un accredito del sindacato della stampa venezuelana. Oggi si dovrebbe tenere un'udienza davanti a un magistrato e le autorità consolari italiane hanno chiesto di potere visitare i giornalisti detenuti.
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