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Coprifuoco per gli over 65? "Sono scettico..."
Coprifuoco per gli over 65? "Sono scettico..."
Coprifuoco per gli over 65? "Sono scettico..."
Redazione
6 anni fa
Per Giampaolo Cereghetti, presidente dell'Associazione Terza Età, la proposta del Canton Uri non tiene conto dell'aspetto psicologico

State a casa. È il messaggio che ormai da giorni le autorità cantonali cercano di far passare alla popolazione, soprattutto alle fasce più deboli. "Gli over 65 anni devono andare in letargo" ha detto ancora ieri, forse in modo poco elegante, il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi. L'Associazione Ticinese per la Terza Età (Atte) sta seguendo l'evoluzione della situazione ed è vicina ai propri membri. 

"Il caso cinese mostra che la soluzione migliore è un lockdown. L'invito delle autorità ticinesi è dunque assolutamente sensato" commenta il presidente dell'associazione Giampaolo Cereghetti, ai microfoni di Teleiticino. "La persona anziana dovrebbe aver fatto già da tempo la scelta di stare a casa, sia per prudenza verso sé stesso che verso gli altri. Ma nono sono solo gli anziani destinatari di questo messaggio, ma tutte le categorie. Oltre Gottardo non hanno capito ancora la situazione, con diversi assembramenti di persone in città. Ci si illude che la Svizzera sarà protetta, ma casi drammatici come quelli di Bergamo, non sono da sottovalutare. Non ci sono alternative. Dobbiamo tutti essere prudenti ed evitare il contaggio, a maggior ragione la categoria dei più fragili, degli anziani, che noi rappresentiamo". 

Molti anziani si trovano in condizione di solitudine. Cosa fare per aiutarli? "Questo è un grande problema" sottolinea Cereghetti. "Per questo sono anche molto scettico riguardo alla soluzione adottata dal Canton Uri (coprifuoco per gli over 65 a partire dalle ore 18.00, ndr), che mostra una scarsa considerazione dell'aspetto psicologico. Mentre raccomando a tutti di stare in casa, vedo che c'è una bella differenza tra lo scegliere coscientemente di stare a casa o l'essere costretti in una sorta di carcerazione domiciliare. Quest'ultima condizione, protratta per settimane o mesi, pone il problema della solitudine per la maggior parte degli anziani, circa un terzo vive solo".

"La nostra associazione" prosegue Cereghetti, "ha affrontato in queste settimane una sua riorganizzazione". I dipendenti del segretariato cantonale operano solo a distanza con il telelavoro e abbiamo riorientato le nostre attività. In cantiere abbiamo diversi progetti che hanno come obiettivo di segnare la nostra presenza. Apriremo una sorta di numero verde con lo scopo di essere un orecchio amichevole per tutti qugli anziani soli che hanno bisogno di ascolto. Accompagneremo inoltre la nostra rivista (che esce solo 5 volte all'anno), con un foglio più snello che dia informazioni o apra uno spazio per l'anziano che è a casa. Altre iniziative sono in cantiere che vanno nella prospettiva di mantenere un contatto con gli anziani".

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