
Per affrontare al meglio la recessione, i grandi magazzini Coop hanno deciso a partire da oggi di abbassare i prezzi del 12% in media di oltre 600 articoli di marca. Una riduzione definita dalla stessa Coop la più drastica della storia, che porterà i prezzi a livello dei discount. Un’iniziativa che sommata all’aumento del 3,25% del monte salari costerà 100 milioni di franchi e che vuole rendere partecipi i consumatori con i successi che la Coop ha ottenuto in questi anni sul mercato, ma anche preservare il potere d’acquisto dei consumatori. “Il successo - ci dice Marco Scossa, portavoce della Coop in Ticino - è stato ottenuto grazie a uno snellimento dei processi interni, quindi logistici e informatici, ma anche grazie a iniziative quali l’alleanza stretta con alcuni grandi acquirenti a livello europeo che permettono di spuntare prezzi migliori sul mercato”. Una scelta quella di Coop, che però ha già incontrato alcuni pareri negativi. Le associazioni dei consumatori vedono una semplice scelta di marketing, dato che i prodotti scontati non consentirebbero un’alimentazione sana. “Mi verrebbe da rispondere - prosegue Scossa - che in realtà il nostro impegno a favore di un’alimentazione sana è conosciuto da tempo, e l’impegno è serio. Il criterio di scelta dei 600 articoli è molto semplice: abbiamo selezionato i primi 600 articoli più venduti, che attraversano l’intero assortimento in modo trasversale”. Non solo i consumatori, oggi anche Promarca, che riunisce un centinaio di fabbricanti, ha criticato la decisione di tagliare i prezzi da parte di Coop. La direttrice Anastasia Li ha dichiarato all’ATS che la Coop non può attendersi che la sua strategia sui prezzi sia finanziata dai fornitori. “Abbiamo sempre dovuto subire aumenti di prezzo nella misura in cui aumentavano le materie prime - termina Scossa -. In questo caso ci sentiamo di chiedere ai fornitori di darci una mano. Riteniamo che questa direzione intrapresa sia giusta”.
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