
Tirato indirettamente in ballo dalle dichiarazioni di Norman Gobbi al Tages-Anzeiger (vedi articolo suggerito), l'ex direttore del DI Luigi Pedrazzini, da noi raggiunto telefonicamente, ha preferito per il momento non commentare le affermazioni del suo successore. Ai microfoni di Radio 3i l'ex ministro ha invece parlato del SECI, il servizio di controllo interno all'amministrazione cantonale da lui introdotto tra il 2002 e il 2003, diventato nuovamente d'attualità grazie a un'interrogazione della deputata PPD Sabrina Gendotti e quella di Area Liberale sui controlli in seno agli uffici cantonali.
Come andò quell'esperienza? "Tutto nacque dal famoso scandalo dei permessi facili del 2001" spiega Pedrazzini, a seguito del quale era stata istituita una commissione d'inchiesta. "Uno dei primi risultati fu quello di instituire un controllo interno, anche per quelle decisioni positive (non oggetto di ricorsi) che non sottostavano dunque a nessuna ulteriore verifica. In questo senso io proposi al Consiglio di Stato di instituire il SECI, limitato nel tempo perché era una sperimentazione e anche nello spazio di manovra, perché si andava a verificare decisioni unicamente del Dipartimento delle Istituzioni. Dopo un paio d'anni si fece un rapporto al Consiglio di Stato e per motivi finanziari il Governo nel 2003 decise di non continuare con l'idea".
Alla luce dello scandalo di questi giorni però secondo Pedrazzini quest'idea è ancora percorribile: "Credo che valga la pena riprenderlo" dichiara sempre a Radio 3i. "A quei tempi il rapporto di bilancio presentato al Governo, invitava il Consiglio di Stato a valutare attentamente l'ipotesi di creare un servizio di controllo interno, ma non limitato unicamente ad un Dipartimento, bensì a tutta l'Amministrazione. Come detto il Consiglio di Stato non fu d'accordo, anche per motivi finanziari, perché evidentemente il servizio ha un costo. Anche il Parlamento ne discusse e arrivò alla conclusione di non istituzionalizzare un servizio di questo genere".
Il costo all'epoca si fissava attorno ai 400-500 mila franchi ed era limitato al solo Dipartimento delle Istituzioni. "Oggi però con ambizioni meno grandi dal punto di vista economico, penso valga la pena riesaminare la questione, anche affiancando al controllo interno che già esiste, una sezione di verifica di legalità e regolarità delle decisioni amministrative. Questo grazie a dei controlli a campione" conclude Pedrazzini.
Leggi qui l'intervista integrale: http://radio3i.ch/post/1885
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