
Anche la direttrice della Vanini e membro del consiglio dei politecnici federali svizzeri Beatrice Fasana prende posizione sullo studio dell'IRE.
Su Opinione liberale, Fasana afferma che: "Di questi giorni è l'insurrezione di una parte politica ticinese contro il rapporto commissionato dall'ufficio presidenziale del Gran Consiglio all'IRE".
E ancora: "Sono assolutamente sempre più dell'opinione che i modi e i toni utilizzati nell'iraconda reazione di esponenti di spicco della politica "champagne" di questo Cantone siano da totalitarismo non scevro di contenuti del lontano Fascio ma dai metodi piuttosto della STASI o dell'Oscurantismo".
"Talmente si è insorti che si potrebbe anche davvero dubitare sulla capacità di questi signori di leggere un rapporto scientifico" aggiunge Fasana.
Inoltre la direttrice tiene a sottolinare che: "Dirigo un'azienda che occupa da sempre quasi il 90% di manodopera frontaliera e la ricerca del personale ad ogni livello è dettata unicamente da criteri di competenza e sicuramente non salariali, su questo ci rispecchiamo completamente in quanto lo studio dice".
Non da ultimo Beatrice Fasana aggiunge che: "La difficoltà specialmente a livello di quadri, di reclutare specialisti di settore qualificati svizzeri è anche un dato di fatto. Il mercato è davvero a secco in taluni settori, sempre più numerosi secondo lo studio, di forza lavoro specialistica svizzera. E quindi ecco la necessità di aprire il ventaglio di candidature che fortunatamente (per noi) o purtroppo (per i politici) ci "piovono" dal cielo (per quanto ancora?) dai paesi limitrofi".
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