
La lotta alle neofite invasive a Bellinzona fa un nuovo passo in avanti grazie a un progetto pilota volto a contrastare la diffusione di queste specie con un’azione speciale dedicata alla palma di Fortune (Trachycarpus fortunei). Il tutto con l’obiettivo di coinvolgere e sostenere la popolazione in questa azione, come spiega la Città in un comunicato odierno.
Senza limite di dimensione
Uno degli aspetti chiave di questo nuovo progetto pilota è la possibilità di ritiro degli scarti senza limite di dimensione. «Attualmente negli ecocentri della Città gli scarti vegetali (compresa la palma di Fortune) vengono ritirati solo a determinate condizioni», spiega il Municipio nella nota. Il progetto pilota individuato dai Servizi urbani prevede invece il ritiro delle palme di Fortune in zone dedicate negli ecocentri di Bellinzona, Sementina e Claro, senza alcun limite di dimensione. La durata iniziale prevista è di 8 mesi, da maggio a dicembre, ma potrà essere rivista dopo un’attenta analisi a fine anno.
Conseguenze sugli ecosistemi
Con il termine «neofite invasive» si intendono tutte quelle specie introdotte in Europa accidentalmente o intenzionalmente dopo l’anno 1492, quando venne scoperta l’America. Si diffondono e riproducono in maniera incontrollata compromettendo gravemente la biodiversità locale, possono avere conseguenze sulla salute di persone e animali, e danneggiare manufatti. Tra le neofite più conosciute c’è proprio la palma di Fortune, nociva in quanto può influire negativamente sugli ecosistemi del nostro territorio. In altre parole, una sua diffusione non controllata facilita l'erosione dei suoli causando problemi alla funzione protettiva dei boschi, con conseguenze tra cui franamenti e inondazioni.
Cosa possono fare i detentori
Per contenere gli effetti della palma di Fortune esistono precise misure a cui è invitato ogni detentore, specifica la Città: recidere le infiorescenze prima della produzione dei frutti (tra la metà maggio e fine di giugno); estirpare per tempo le giovani piantine dai luoghi indesiderati; compostare il materiale vegetale senza i frutti; gettare i frutti nei sacchi verdi ufficiali per i rifiuti solidi urbani. Misure, queste, a cui si aggiunge ora il nuovo progetto pilota.

