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Ticino
Contro la siccità, il Ticino si affida alla "perequazione idrica"
© CdT / Gabriele Putzu
© CdT / Gabriele Putzu
La crisi idrica continua a mettere sotto pressione i comuni ticinesi. In pochi forse sanno che in Ticino esiste una rete capillare che permette ai comuni con più acqua di donarla ai comuni con meno risorse.

Contro la siccità il Canton Ticino può contare su un sistema di «perequazione idrica»: una vera e propria rete che permette ai Comuni con maggiori capacità di soccorrere quelli più fragili. Un’infrastruttura (nota come PCAI) che sta funzionando a pieno regime ma che, in questo momento, è sotto pressione a causa dell’elevato fabbisogno idrico.

Un sistema che vuole superare campanilismi

«Il sistema», ci spiega il capo dell’Ufficio dell’approvvigionamento idrico Mauro Veronesi, «si basa sulla solidarietà e l’adesione a questa infrastruttura è volontaria. Negli anni siamo riusciti sempre di più a superare i campanilismi locali, in un’ottica di maggiore integrazione, anche se certe resistenze permangono». Anche perché, da un lato, la realizzazione dell’infrastruttura non è gratuita e, dall’altro, le sensibilità su come gestire l’acqua comunale spesso divergono.

Troppi comuni scollegati: i casi emblematici

Un esempio emblematico – continua Veronesi – è quello di Sant’Antonino. «Quando il Comune», spiega il capo Ufficio, «nel 2023 è stato vittima di un inquinamento, è stato costretto ad adoperarsi allestendo un impianto per trattare l’acqua». Caso opposto quello di Gudo, che nel 2023 si era appena allacciato alla rete, riuscendo a superare con maggiore facilità l’inquinamento.

Una rete in costante aggiornamento

Oggi, come dicevamo, la rete sta funzionando a pieno regime, ma si trova sotto pressione a causa dell’emergenza idrica in corso. La siccità, ci ricorda Veronesi, modifica continuamente la geografia idrica del territorio, incidendo sulle sorgenti e sulla portata dei corsi d’acqua: cambiamenti ai quali la PCAI si adegua costantemente.