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Ticino
"Contro la disonestà non ci sono misure"
Redazione
12 anni fa
Saverio Lurati parla del lavoro nero a casa di Anna Biscossa. "Se lei era consapevole, non è una questione di secondario ordine"

Oggigiorno il lavoro nero è ovunque. Persino, è notizia di oggi, nella casa dell'ex presidente del Partito socialista Anna Biscossa, dove l'OCST ha scovato un rumeno residente nel Lazio, privo di qualsivoglia permesso.

Biscossa si difende sostenendo di non essere stata a conoscenza delle mancanze della ditta cui aveva affidato dei lavori di pittura nella sua casa di Morbio Inferiore.

E chiaramente la sua buona fede può essere riconosciuta.

Ma se anche una persona navigata come Anna Biscossa arriva a far lavorare operai in nero, a sua insaputa, è facile dedurre come siano moltissimi i cittadini ticinesi ad agire nello stesso modo.

D'altronde non spetta al privato cittadino verificare che un'azienda operi solo con personale in regola. Anche perché il privato cittadino non avrebbe nemmeno la facoltà di farlo.

La vicenda che riguarda l'ex presidente socialista dimostra quindi che il mercato del lavoro ticinese è ormai così distorto da rendere il lavoro nero la normalità?

Lo abbiamo chiesto all'attuale presidente del Partito socialista ticinese, Saverio Lurati.

Il quale precisa, quale premessa, che Anna Biscossa non riveste più alcun ruolo nel partito.

"Se lei era consapevole, non è una questione di secondario ordine" dichiara Lurati. "Se non lo era, allora la responsabilità è dell'impresa."

"Purtroppo il mercato del lavoro in Ticino è talmente degenerato che spesso le imprese locali, che sono le prime a criticare l'arrivo dei padroncini, fanno poi capo loro stesse a operai stranieri privi di permesso."

Il motivo di questa deriva, secondo Lurati, è da ricercare nell'avanzata della disonestà. Un fenomeno difficile da arginare. "Contro la disonestà non ci sono molte misure, se non delle pene" afferma Lurati. "Ma visto che la legge lo permette, di fatto non esistono pene."

E quindi la disonestà continuerà a dilagare, mietendo sempre più vittime tra i reduci onesti. "Occorre fare in modo che le aziende ticinesi assumano personale e facciano lavorare quello, evitando di ricorrere al subappalto. È un po' lo stesso discorso che vale per i centri commerciali: si lamentano del fatto che i ticinesi vanno oltreconfine a fare la spesa ma poi sono i primi ad assumere frontalieri. È una questione di coerenza, nient'altro."

Andrea Stern

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