
Il conflitto nell'edilizia attorno a un nuovo contratto collettivo di lavoro a livello nazionale (contratto nazionale mantello, CNM) pare giunto ad una svolta. Il mediatore Jean-Luc Nordmann, già direttore della Segreteria di Stato dell'economia (SECO), ha annunciato una conferenza stampa per questo pomeriggio a Berna per informare sulla situazione nelle trattative.Parteciperanno all'incontro con i media anche il presidente della Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) Werner Messmer, nonché il copresidente di Unia Andreas Rieger e il presidente di Sindacato interprofessionale Syna Kurt Regotz.In occasione della nomina a mediatore, per la seconda volta, di Nordmann lo scorso 25 marzo, le parti avevano deciso di non rilasciare dichiarazioni fino alla conclusione dei colloqui. Per questo la conferenza stampa odierna fa ritenere che lo stallo tra padronato e rappresentanti dei lavoratori sia superato.Grazie al primo intervento di Nordmann, in dicembre, un accordo su un nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro era già stato raggiunto. Il 24 gennaio tuttavia l'assemblea dei delegati della SSIC lo aveva respinto, chiedendo di riaprire le trattative. I sindacati invece avevano approvato l'intesa. Sotto la pressione della responsabile del Dipartimento federale dell'economia (DFE) Doris Leuthard, le parti hanno ripreso il dialogo alla fine di marzo, dopo il nuovo arrivo di Nordmann.L'intesa raggiunta in dicembre dopo mesi di tensioni, agitazioni e colpi di scena, riguardava essenzialmente la flessibilità dell'orario di lavoro e gli aumenti salariali, che sono gli aspetti maggiormente contestati.Nel frattempo nei cantoni Ticino, Vallese, Vaud, Friburgo, Giura e Ginevra i sindacati Unia e Syna hanno trovato accordi per applicare regionalmente il CNM. Stando ad Unia, il 28 % di tutti i lavoratori dell'edilizia sono ora coperti da tali contratti collettivi locali. Il padronato zurighese ha nel frattempo bocciato un tale contratto collettivo per il cantone.ATS
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