
Chiusi in casa per il confinamento o con il volto coperto a metà da una mascherina, abbiamo avuto il dubbio o la sensazione che alcuni non se la passassero bene. C’erano le voci delle categorie più toccate, una serie di casi singoli difficili da quantificare. Oggi sappiamo che nella prima metà del 2021, il 20% della popolazione Svizzera ha vissuto in un’economia domestica il cui reddito complessivo è diminuito in un anno. La metà di questi imputa il peggioramento della propria condizione alla pandemia. Le categorie più colpite sono le persone occupate nell’alberghiero e nella ristorazione, gli stranieri e le persone con i redditi più bassi.
“Aiuto puntuale”
Ma già nel 2020 nel nostro cantone le richieste di aiuto ad associazioni come il Soccorso d’inverno erano esplose. A confermarlo ai colleghi di Ticinonews è Manuela Nünlist, direttrice dell’associazione. “Abbiamo ricevuto 1’031 domande e quest’anno ne abbiamo già ricevute 770. Sono numeri alti rispetto agli anni precedenti, quando ne ricevevamo la metà”, spiega. “Il nostro è un aiuto puntuale e dà sollievo alle persone in difficoltà, come il pagamento degli affitti, cure dentarie, cure di salute non riconosciute dalla cassa malati”, sottolinea.
“Effetti con una lunga coda”
“Temo che gli effetti della pandemia avranno una lunga coda”, ha detto Marco Chiesa presidente Soccorso d’inverno Ticino. “La nostra economia è in grado di reagire e il Ticino dovrebbe essere bravo ad appellarsi a una rete economica che permetta un rilancio”. Secondo Chiesa la chiave di tutto passa dal lavoro ai residenti. “Dobbiamo dare un’opportunità alle persone sul nostro territorio per far sì che loro stessi escano dalla crisi con i redditi che guadagnano”, sottolinea. Per Chiesa è fondamentale dare “priorità ai residenti”.
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