
L’esercizio 2017 dell’Ente ospedaliero cantonale (EOC) registra un nuovo aumento dei casi ambulatoriali. Dopo la crescita che ha caratterizzato il passaggio dal 2015 al 2016 – dove i pazienti ambulatoriali sono passati da 336.552 a quota 347.005 – l’anno scorso il settore ha conosciuto un incremento del 4,2%, attestandosi così a 350.474 pazienti. Un balzo questo definito «significativo» nel rapporto d’esercizio dell’Ente che rileva come, per contro, «nel settore stazionario il numero dei pazienti è rimasto stabile a fronte di una sigificativa crescita del grado di gravità media per paziente». Ma l’aumento dell’attività aumbulatoriale ha influito anche sui conti dell’Ente che, cifre alla mano, ha chiuso l’anno «con un leggero disavanzo di 2,3 milioni di franchi.
Pari allo 0,3% del fatturato». Dopo l’utile di 5,1 milioni conseguito nel 2016, i conti dell’EOC chiudono nelle cifre rosse condizionate dal fatto che «l’incremento del 3,2% dei ricavi non è stato sufficiente a coprire l’aumento dei costi (+4,3%) legati all’incremento delle attività ambulatoriali». Queste, rileva l’EOC, «sono infatti fatturate con la tariffa TARMED che non permette di coprire i costi. Per questo motivo, l’EOC ha contestato la tariffa proposta e richiesto l’intervento del Consiglio di Stato dato che non è stato possibile trovare un accordo con le casse malati per avvicinare il valore del punto tariffale al livello che permette di coprire i costi». Una mancata intesa che, assieme al continuo aumento dei premi di cassa malati, suscita non poche preoccupazioni.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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