
Uno dei dossier più lunghi e uno dei percorsi politici più tortuosi della storia recente del Cantone.
Il collegamento del Locarnese alla rete autostradale è una storia lunga 15 anni e, di certo, è lungi dall’essere in dirittura d’arrivo. All’inizio del nuovo millennio si iniziò a tematizzare il collegamento. Furono effettuati vari studi e il progetto nella primavera del 2007 compì un significativo passo avanti con l’approvazione del rapporto per la cosiddetta variante 95. La nuova strada avrebbe dovuto attraversare il piano di Magadino e fu considerata una grande minaccia per l’agricoltura. Il fronte dei contrari si allargò rapidamente. Poche settimane dopo giunsero a Palazzo 15'600 firme contrarie alla costruzione della superstrada attraverso il piano. Il referendum fu un successone. A nulla servì la scesa in campo, a poche settimane dal voto, del trio di governo Borradori - Sadis - Pedrazzini. La bocciatura del progetto alle urne arrivò puntuale.
A Palazzo partì lo studio di nuove varianti in grado di trovare il consenso necessario, anche dei contadini, degli ecologisti e degli abitanti delle zone interessate. Obbiettivo comune: arrivarne a una entro il 2010, quando la Confederazione avrebbe riaperto l’incarto. Allora spuntò la variante 98, che fu subito impallinata, trattandosi di una sorta di via di mezzo tra la variante 95 e un vecchio progetto. Così spuntarono le varianti 1, 1A, 2, 3, 4, 4A, 5 e 6. Ognuna col suo costo e i suoi tempi di realizzazione ma tutte interrate laddove sorgono i comuni. Soddisfatti a quel punto gli ambientalisti. Tutte le condizioni poste furono rispettate.
Il Consiglio di Stato indicò al Consiglio federale la sua preferenza per la numero 2: quasi 900 milioni e un tracciato che ricalca quello della strada cantonale che collega Bellinzona a Locarno. Circa un anno dopo la Confederazione chiese un approfondimento sull’eventualità di creare due canne separate e traffico monodirezionale in galleria. Il nuovo dossier fu trasmesso nel dicembre del 2012.
Poi iniziò una nuova lunga fase politica: il collegamento sarebbe stato possibile a spese della Confederazione se il popolo avesse accettato l’aumento della vignetta autostradale, che fu bocciato. Allora via: a Palazzo nuove discussioni e nuove incertezze. Non solo per il Locarnese ma in Svizzera, complessivamente, per 400 chilometri di strade, tra cui la Stabio – Gaggiolo. Ora Berna ha fatto la sua scelta, ma per il Locarnese non è ancora tempo di cantar vittoria.
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