
Un nuovo incontro informativo per aggiornare sull’evoluzione della situazione legata al Coronavirus è previsto alle 15.30 con il medico cantonale Giorgio Merlani, il capo dello Stato Maggiore Cantonale di Condotta Matteo Cocchi e il delegato cantonale per le realzioni esterne Franceso Quattrini. Le autorità forniranno una serie di dati statistici sulla sorveglianza epidemiologica, i tamponi effettuati, le ospedalizzazioni e la situazione nelle case anziani (vedi documenti nella gallery).
16.33 - Fine della conferenza stampa
16:25 - Numero dei positivi, siamo oltre i 3'000. Nelle prossime settimane potrete dire il dato delle persone che sono effettivamente malate? Merlani: "È una domanda complessa. 3279 sono i casi testati positivi, la stragrande maggioranza sono guariti o deceduti. Difficile quindi dire quante persone sono ora ammalate. Se fino al 22 aprile venivano testate persone con sintomi gravi, allo stato attuale la stragrande maggioranza che hanno sintomi ricevono il tampone. Possiamo quindi stimare che nelle ultime settimane, ne abbiamo prese la metà? Forse 100 persone, ma è solo una stima. Lo studio sierologico risponderà sul numero di persone che hanno contratto il virus".
16:20 - Quanti passaggi alla frontiera? Cocchi: "Questa settimana siamo a 35mila unità. Un dato che questa settimana si è ripetuto giornalmente. Prima del covid-19 toccavano punte sulle 65mila. Il passagio è aumentato, ma è ancora relativamente basso".
16:15 - Sempre più coppie separate tra Svizzera e Italia chiedono di potersi rivedere. Quando sarà possibile? Quattrini: "Le informazioni che abbiamo ricevuto oggi riguardano la Germania e l'Austria. Con l'Italia il problema è che chi valica il confine deve sottoporsi alla quarantena. Un problema non facile da risolvere. L'Italia stessa sta cercando una soluzione alla problematica per facilitare il ricongiungimento".
16:13 - La situazione nelle case anziani. Merlani: "Mi spaventa di più la crescita esponenziale che numeri altalenanti. Ci sono state segnalazioni al Ministero pubblico. La complicazione è sotto il profilo giuridico. Vige un segreto d'ufficio, adesso c'è anche il segreto istruttorio. Lo abbiamo appreso dai giornali".
16:10 - Ordinanza sull'APP. Merlani: "Ci sono due App diverse: una è quella della stretta di mano digitale. Tramite bluetooth viene attivato, si genera una sorta di codice di incontro. Nel caso in cui una di queste persone dovesse diventare positiva, verrà inserito un codice che permette di mandare messaggi alle altre persone che hanno avuto un contatto. Il problema è abbastanza complesso: il contatto può essere avvenuto anche attraverso un vetro. Il Ticino ha deciso di non partecipare all'iniziativa in attesa di ulteriori informazioni. L'altra App facilita il lavoro della cellula del contact tracing".
16:13 - Assembramenti. Fino a quante persone possono riunirsi all'interno di una casa? Cocchi: "Vale sempre il limite delle 5 persone stabilito dall'ordinanza federale. All'interno di una casa privata, la responsabilità è individuale. Se però 50 persone si riuniscono in giardino per una grigliata, in questo caso possono esserci segnalazioni da parte di vicini e può partire l'intervento delle forze dell'ordine".
16:05. Quante persone sono coinvolte nel contact tracing? "In totale abbiamo 10 persone, quattro lavorano regolarmente, mentre ce ne sono altre che possono essere attivate a breve tempo. La Confederazione ha fatto una riflessione nel mettere tutte le energie nel contact tracing, chiedendo ai Cantoni di fare degli sforzi. Noi lo facciamo, per ora abbiamo 10 persone, ma possiamo arrivare anche a 20. Si sta valutando, a livello federale, fino a 2000 persone".
16:04 - Tassazioni frontalieri, che sono rimasti a lavorare in Italia con il telelavoro. A che punto è il dossier? Quattrini: "La problematica non concerne solo i lavoratori frontalieri con l'Italia, ma anche con paesi limitrofi. Con la Francia è già stata trovata una soluzione, non vi sono modifiche per quel che concerne la tassazione. Anche con l'Italia si troverà una soluzione, che potrebbe essere analoga a quella trovata con la Francia".
16:03 - Spazio alle domande
15:58 - In 885 hanno risposto allo studio sierologico. Merlani. "Sono state spedite 1500 lettere. Allo stato attuale abbiamo 885 adesioni confermate oggi, oggi partono altre 500 lettere a chi ancora non ha risposto. Aspetteremo di avere risposte. Abbiamo comunque una cifra sufficiente dal punto di vista statistico. Chiaro che più largo il campione, meglio è".
15:51 - Numeri bassi del contact tracing. "Voglio dare anche notizie positive" ha proseguito Merlani. "Il contact tracing è iniziato il 4 maggio. I numeri non sono grandissimi, la maggior parte dei casi sono nell'ambito sanitario o socio-sanitario. Parliamo di piccole cifre. Non sembrano esserci focolai né in zone particolari né in contesti professionali specifici. Prima dell'emergenza per ogni caso positivo dovevamo risalire a circa 15 persone, ora i contatti stretti per ogni caso è di 3-4 persone. Significa che i contatti della popolazione sono fortemente diminuiti e che la popolazione ha capito come imparare a convivere con il virus. Delle circa 50 persone che sono sotto sorveglianza (in quarantena per 10 giorni), c'è un'unica persona che ha presentato sintomi. Persona che si era già autoisolata. Sono colpito da quanto la popolazione ha imparato, questo è il punto centrale. Abbiano inoltre dei feedback positivi delle persone che abbiamo contattato: le persone sono collaborative, un segno molto positivo".
15:49 - Giorgio Merlani commenta gli ultimi dati con il supporti di grafici: "I pazienti ricoverati all'ospedale sono 57. Differenza tra ricoveri acuti e post-acuti. I casi di decesso sono 341, con zero nuovi casi. Non ci sono grandi spostamenti. Per quanto riguarda i tamponi: interessante notare che la percentuale dei test positivi è sempre molto bassa. Tre casi lunedì, 4 martedì e 7 oggi. Non mi preoccupo più di tanto, ma speriamo che i dati rimangano così. Non vorrei che fosse l'inizio di una ripartenza. Dobbiamo essere attenti e vigili.
15:46 - Supporto per il rifornimento di materiale sanitario. Il Cantone ha avuto un ruolo anche nelle relazioni internazionali, dando supporto nel facillitare l'ottenimento del materiale sanitario, ha detto Quattrini: "Vi è stata carenza di mascherine protettive nelle prime settimane di crisi e molta concorrenza sul piano internazionale. Il Cantone ha preso contatto con le varie ambasciate all'estero per facilitare il transito delle mascherine" ha concluso il delegato cantonale, ringraziando una serie di ambasciatori e consoli per l'aiuto fornito.
15:41 - Ricongiungimento familiare: "È un tema molto sentito" ha confermato Quattrini. "La problematica è di competenza di Berna, il Cantone ha segnalato il problema".
15:37 - Parla Quattrini sulla diplomazia cantonale. "L'epicentro della crisi è stata la regione Lombardia, il Cantone è stato chiamato ad attivarsi ed è stato attore della politica esterna, mantenendo continue relazioni. I contatti si sono svolti con le ambasciate a Milano e Roma. Gli obiettivi principali: il supporto al sistema sanitario ticinese, con la presenza dei lavoratori frontalieri. Vi è stato un momento a inizio marzo di particolare tensione (sabato 7 marzo), quando è circolata una bozza sulla chiusura della frontiera con l'Italia. Bozza che ha creato forti tensioni affinché si evitasse una chiusura totale. Nella fretta, nell'urgenza di una situazione completamente nuova sono state emanate diverse ordinanze, non sempre di facile interpretazione. Il lavoro che è stato fatto dal Cantone è stato di interpretazione di queste ordinanze. Un terzo aspetto riguarda le criticità che si sviluppano: è inevitabile che si sollevano delle problematiche. Il Cantone ha potuto svolgere un suo ruolo naturale di ponte, captando le preoccupazioni che sono sorte a entrambi i lati della frontiera e dando anche relative rassicurazioni. La tensione è scemata con il riavvicinarsi delle misure ai due lati della frontiera. Ora ci troviano nella fase 2, quella della riapertura, ma con ritmi differenti. È iniziata con la riapertura dei valichi: molte le segnalazioni che sono giunte alle autorità ticinesi, per esempio sulle code che si sono formate in entrata (benché sia di competenza fedeale). Su questo ambito vi sono state delle aperture: 11 valichi su 16 sono stati aperti con le ultime aperture dell'11 maggio scorso. La situazione ora è abbastanza fluida.
15:31 - Prende la parola Cocchi: "In questi due mesi ognuno ha fatto la sua parte. Il nostro obiettivo è quello di garantire cure adeguate a tutti. Il ritmo verso una nuova quotidianità non significa che il dispositivo messo in atto verrà smantellato, ma verrà adeguato". Nella sola giornata di lunedì abbiamo effettuato oltre 100 controlli negli esercizi pubblici. La maggior parte del lavoro si è concentrato sulla sensibilizzazione, lavori di consulenza e accorgimenti. Il dialogo con gli esercenti è stato positivo, alcuni agenti sono stati ringraziati dopo che hanno fatto chiarezza su dettagli che ancora non erano chiari. Ci aspettano ora diversi scenari: il ponte dell'Ascensione porterà un nuovo flusso di gente, ci sarà una nuova sensibilizzazione e la presenza sul territorio verrà adeguata. Riapertura dei campeggi: lo Stato meggiore guarda con particolare attenzione a questo settore, in particolare sul campeggio abusivo. In questo momento ci troviamo in una fase delicata: ognuno di noi deve mantenere alta la guarda, ma con più serenità. La crisi è ancora in corso, sia dal punto di vista sanitario, che economico. Sebbene i dati recenti appaiono confortanti, il comportamento non deve cambiare".
15:30 - Inizia la conferenza stampa
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