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Ticino
Consuntivo, la Lega non interverrà
Consuntivo, la Lega non interverrà
Consuntivo, la Lega non interverrà
Redazione
9 anni fa
Il Movimento passa al contrattacco: "Per un dibattito utile ci deve essere una parte disposta ad ascoltare"

Il Gruppo Lega oggi non interverrà nel dibattito sui consuntivi. Dopo il battibecco in sala tra il capogruppo PPD Fiorenzo Dadò ("Non è ammissibile che chi ha la maggioranza relativa non voti neanche i conti del proprio dipartimento", aveva tuonato, chiedendo poi una convocazione urgente dell'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio) e la vice-capogruppo leghista Amanda Rückert il Movimento di via Monte Boglia ha preso posizione con un comunicato stampa, che riportiamo di seguito.

"Riteniamo che per un dibattito utile ci debba essere anche una parte disposta ad ascoltare. Purtroppo l’ultima decisione sul casellario giudiziale presa unilateralmente dal Consiglio di Stato dimostra che tali presupposti non sussistono. Dimostrazione più chiara di questo modo di agire da parte del Governo è che se ne è fatto un baffo di due risoluzioni votate dal Gran Consiglio e che andavano esattamente nella direzione opposta".

"La giustificazione addotta dal terzetto governativo per lo scellerato tradimento, ossia “rottamando il casellario porteremo a casa l’accordo sui frontalieri”, è per noi incomprensibile. Allo stato attuale, nemmeno il Gigi di Viganello può seriamente credere che la rinuncia al casellario porterà dei risultati. Il casellario è per noi una misura per la sicurezza dei cittadini e per rispetto verso tutte le brave persone, che non hanno nulla da nascondere e che il casellario lo devono presentare ad ogni occasione. E già, perché noi bravi svizzerotti dobbiamo richiedere, pagare e presentare il casellario per ottenere praticamente qualsiasi impiego, per poter affittare un appartamento, per poter occupare cariche pubbliche e via dicendo. lo ribadiamo,la sicurezza di un Paese non può essere svenduta sull’altare di interessi economici".

"A tutto ciò aggiungiamo che l’indegno voltafaccia sul casellario fa’ fare una figuraccia al Ticino sia verso nord che verso sud. Verso sud si conferma la tesi che basta fare la voce grossa e qualcuno cambia idea. La pressione su chi si dimostra debole è destinata ad aumentare. “Chi si fa pecora, il lupo lo mangia”: lo sapevano già i nostri vecchi".

"Verso nord: è evidente che, con un simile precedente, quando il Ticino avanzerà specifiche richieste a Berna (votate anche dal parlamento Cantonale !), nessuno vi darà più alcun peso: tanto poi arriverà il dietrofront".

"Grazie quindi per aver demolito la credibilità del nostro Cantone e del nostro parlamento grazie a queste giravolte. Siamo dispiaciuti per i cittadini ticinesi che dovrebbero essere rappresentati da un Consiglio di Stato, che invece troppo spesso, sulla scia del governo di Berna, dimentica quali interessi deve difendere. Se a tutta questa discussione tra sordi aggiungiamo come, su richiesta del gruppo Lega di trovare misure alternative di risparmio, qualche ministro ha pensato bene di decidere di ritornare al parlamento decisioni “poco condivise dal direttore del dipartimento” ma già votate dal Gran Consiglio, è facile capire che per alcuni poco contano le decisioni parlamentari".

"Buone basi quindi per una discussione... Il Gruppo Lega ha quindi deciso di non partecipare al dibattito, consapevoli che "non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire" e di conseguenza le tante, troppe parole sarebbero unicamente ad usufrutto dei giornalisti. In segno di protesta verso quello che noi ribadiamo essere una decisione (quella sul casellario giudiziale) in palese conflitto con la volontà popolare, ci asteniamo dalla discussione sul consuntivo".

La posizione leghista è stata duramente criticata via social dal deputato socialist Henrik Bang: "Mah il caldo gioca brutti scherzi. Stiamo discutendo i consuntivi 2016 e la lega (partito di maggioranza relativa) non parla, non interviene, non vota. (…) Sono in politica da pochi anni e pensavo di aver visto il peggio con la bocciatura dello scorso preventivo ma mi devo smentire. La politica seria si fa nelle commissioni, in parlamento e non su un qualunque domenicale".

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