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Politica
Consuntivo, dure critiche al Governo
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Red.Online
13 ore fa
Le molte osservazioni negative all’Esecutivo hanno animato il confronto - La risposta del Consiglio di Stato: «Coerenza vorrebbe che la discussione si concentrasse sulle discrepanze tra il documento previsionale e le cifre a consuntivo»

È cominciato oggi a Palazzo delle Orsoline il dibattito sul consuntivo 2025 che, lo ricordiamo, ha chiuso con un miglioramento rispetto al preventivo: 32 milioni di disavanzo e non 96. Merito, è stato più volte detto in aula, di entrate straordinarie - come gli utili della BNS - e non di un vero lavoro di contenimento della spesa. Tanto che la maggioranza di Centro-Plr-Lega ha comunicato che prenderà una decisione solo a fine dibattito. «È giunta l’ora del risveglio di fronte a una situazione finanziaria che qualcuno ritiene ancora gestibile, ma che presenta in mood sempre più evidente delle preoccupanti fragilità», ha detto il relatore Fiorenzo Dadò. «Le finanze cantonali necessiterebbero di scelte di indirizzo e gestione amministrativa diverse. L'obsoleta gestione del personale richiederebbe una riflessione incisiva con finalità in linea con il nostro periodo storico». Tuttavia, «si continua ad assistere a un nulla di fatto, al limite a qualche correttivo placebo, ma senza nessuna seria di porvi mano». 

Pollice verso

«Questo consuntivo racconta la storia di uno Stato forte con i deboli e debole con i forti», ha spiegato il socialista Ivo Durisch. «Uno Stato che chiede sacrifici al ceto medio mentre alleggerisce chi ha di più. E uno Stato percepito come ingiusto diventa fragile e poco credibile». Per queste ragioni «il consuntivo va letto per ciò che è davvero: non un semplice documento contabile, bensì il risultato di anni di scelte politiche sbagliate, di sgravi selettivi, entrate indebolite e tagli scaricati su chi non ha beneficiato di queste politiche». Pollice verso anche dall’Udc. «Chiunque si ritroverà a guidare il DFE nel prossimo anno erediterà una situazione che definire impegnativa è probabilmente un eufemismo» ha sottolineato Alain Bühler.«Erediterà infatti oltre un miliardo di franchi di deficit accumulati nell’ultimo decennio, un debito pubblico che secondo la traiettoria delineata dal piano finanziario si avvia verso i quasi 4 miliardi e un Cantone che continua ad essere l’unico con un capitale proprio negativo in Svizzera». Ma soprattutto «erediterà un problema che questa legislatura non è riuscita a risolvere: come riportare le finanze cantonali su una traiettoria sostenibile».

La posizione del Governo

Tante critiche, dunque, a cui il Consiglio di Stato ha risposto per voce di Claudio Zali. «Io guardavo i rapporti e loro guardavano me con tono di sfida e mi sembrava di sentirli esclamare: 'Cosa hai da dire adesso, razza di incapace?’. Una o due cose le posso affermare». Anzitutto, «coerenza vorrebbe che la discussione si concentrasse sulle discrepanze tra il documento previsionale e le cifre a consuntivo». In tal caso «si scoprirebbe che la parte preponderante delle maggiori spese è stata determinata da un’ulteriore marcata crescita della spese sanitaria, e dal riverbero di questa crescita sull'importante sostegno che il Cantone ha accordato a un’importante fascia della propria popolazione per sopportare questi costi».