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Ticino
Consuntivo 2023, un disavanzo d'esercizio di 121,8 milioni di franchi
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
2 anni fa
L’autofinanziamento del Cantone si attesta a 94.3 milioni di franchi. Il debito pubblico si situa a circa 2.4 miliardi di franchi. Gli investimenti netti ammontano a 318.9 milioni di franchi. Il capitale proprio è pari a -177.5 milioni di franchi.

Il Canton Ticino ha chiuso il 2023 in cifre rosse, con un disavanzo di esercizio pari a 121,8 milioni di franchi. Il consuntivo - il cui messaggio è stato approvato dal Consiglio di Stato - presenta inoltre un autofinanziamento pari a 93,4 milioni di franchi, mentre il debito pubblico si attesta a circa 2,4 miliardi di franchi. Gli investimenti netti ammontano invece a 318,9 milioni di franchi, mentre il capitale proprio è pari a -177,5 milioni di franchi.

Scostamenti rispetto al preventivo

Il consuntivo 2023 evidenzia uno scostamento di 42,3 milioni di franchi rispetto al preventivo, che indicava un disavanzo d’esercizio di 79,5 milioni. Questo risultato, benché negativo, è stato ottenuto nonostante l’impatto di tre importanti fattori che hanno peggiorato inizialmente ancora di più le stime finanziarie contenute nel preventivo 2023. Un primo fattore riguarda la mancata distribuzione di utili da parte della BNS conseguente ai risultati fortemente negativi del 2022 e che hanno portato in negativo le riserve per distribuzione della banca; rispetto al preventivo 2023 il mancato ricavo equivale a 137 milioni di franchi. Un secondo fattore concerne il nuovo modello di calcolo dell’imposta di circolazione, che, in seguito alla votazione popolare del 30 ottobre 2022, ha comportato una riduzione del gettito di 16 milioni di franchi rispetto al preventivo. Il terzo fattore riguarda i premi di cassa malattia per il 2023, con un aumento degli stessi del 9,2%, portando di conseguenza a un maggior onere di 10,7 milioni di franchi rispetto al preventivo per la riduzione dei premi di cassa malattia.

Misure di contenimento del Cantone

A fronte di questi fattori, il disavanzo poteva quindi essere ben superiore ed è stato possibile ridurlo grazie a misure di contenimento messe in atto dal Consiglio di Stato nel 2023, in ambiti di sua competenza, per un valore di circa 40 milioni di franchi e al consolidamento dei ricavi fiscali che sono migliorati di 69,4 milioni di franchi (+3.3%) rispetto al preventivo. Aumentano in particolare le imposte di successione e donazione (+32,4 milioni di franchi), le imposte delle persone giuridiche (+28,3 milioni di franchi), le imposte suppletorie e multe (+14,2 milioni di franchi), l’imposta sugli utili immobiliari (+10,3 milioni di franchi) e le tasse sulle case da gioco (+6,0 milioni di franchi).

Spese correnti

Sul fronte delle spese correnti, si riscontra un aumento complessivo di 31 milioni di franchi rispetto al preventivo principalmente nella spesa per il personale (+17.1 milioni di franchi), dovuto in particolare all’incremento della spesa per il personale docente. Cresce poi la spesa per ammortamenti (+10 milioni di franchi), quale conseguenza dei maggiori investimenti effettuati, mentre le spese di trasferimento rimangono sostanzialmente stabili (+1.5 milioni di franchi), nonostante l’aumento dei contributi per la riduzione dei premi di cassa malattia. Per contro si registra una diminuzione delle spese per beni e servizi (-5.2 milioni di franchi). Complessivamente, gli sforzi effettuati e l’evoluzione dei ricavi fiscali hanno permesso di contenere il disavanzo, avvicinandolo a quello del preventivo. Il risultato d’esercizio di -121,8 milioni di franchi rispetta il limite massimo di disavanzo definito in sede di preventivo in base alle disposizioni sul freno ai disavanzi (pari a -130,2 milioni di franchi). "Il 2023 è stato un anno particolarmente impegnativo dal profilo finanziario, ma grazie anche agli interventi implementati nel corso dell’anno è stato possibile contenere il disavanzo. Malgrado ciò, la situazione finanziaria permane fragile". Per questo motivo Consiglio di Stato e Parlamento "dovranno continuare gli sforzi intrapresi per riequilibrare i conti cantonali".