
Il Ticino si conferma l'unico cantone svizzero a chiudere i conti 2007 in rosso. Tutti gli altri, grazie alla buona congiuntura, hanno registrato eccedenze, a volte record, e alcuni hanno già annunciato ribassi d'imposta. Anche Ginevra, ultimo a rendere noto oggi il consuntivo, può vantare un utile primato di 786 milioni, a fronte dei -191 milioni messi in preventivo.
Altri cantoni hanno registrato maggiori entrate a sei cifre: Zurigo +438 milioni, Berna +399, Basilea Città +378,6, Vaud +274, Lucerna +197, Zugo +162,2, Soletta +145,8, San Gallo +132. Con meno di 100 milioni ma più di 10 seguono Vallese (97,4), Friburgo (73,6), Svitto (61,5), Grigioni (50,1), Argovia (49,8), Turgovia (39,1), Uri (38,8), Sciaffusa (26,4), Basilea Campagna (22,5), Appenzello Esterno (17,7), Neuchâtel (14,9) e Nidvaldo (11,2). Chiudono la lista Glarona (2,3), Obvaldo (1,9), Appenzello Interno (0,05) e Giura (0,045). Con la sua eccedenza di 274 milioni, Vaud prevede una riduzione d'imposta per le famiglie, la classe media e le imprese a partire dal 2009. A Friburgo, il parlamento ha già approvato nuove riduzioni fiscali. Sgravi sono già stati decisi anche a Turgovia, Argovia, San Gallo, Svitto e Basilea Campagna. Nella stessa direzione si stanno muovendo Lucerna, Sciaffusa, Glarona, i due Appenzello e i Grigioni. Ad annunciare finanze floride sono soprattutto i cantoni urbani. Ovunque il ritornello dei ministri cantonali delle finanze è lo stesso: la crescita economica ha permesso maggiori introiti fiscali.
Sola ombra in questo quadro di luci il Ticino, il cui deficit (31,1 milioni) è tuttavia di quasi 140 milioni inferiore al previsto e il miglior risultato registrato negli ultimi sette anni. Complessivamente, i cantoni registrano una eccedenza di introiti pari a 3,2 miliardi circa, allorché i ministri delle finanze avevano previsto un deficit di oltre 500 milioni. Il grado di autofinanziamento ha ampiamente superato il 100% nella maggior parte dei cantoni. Le conseguenze della crisi legata ai mutui «subprime» americani potrebbero tuttavia incidere quest'anno nei cantoni-piazza finanziaria. Se il governo zurighese si mostra ottimista e prevede un nuovo utile, Basilea non si aspetta invece introiti fiscali di provenienza UBS.
Il presidente della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze (CDF) Christian Wanner giudica i risultati 2007 «molto positivi». Ma una recessione è sempre possibile - avverte - e la crisi della banche si ripercuote anche sui cantoni. Le eccedenze dell'anno scorso costituiscono tuttavia un piccolo «cuscino» in previsione di tempi più duri. «Vedo dunque il futuro con prudente ottimismo», afferma il consigliere di Stato solettese. A suo avviso, principale causa dei buoni risultati è stata la congiuntura favorevole. Inoltre «in molti cantoni le misure di risparmio stanno avendo effetto». L'oro della Banca nazionale ha
infine permesso ad alcuni di ridurre il debito. Wanner difende l'atteggiamento prudente che ha contraddistino i preventivi 2007: «sono molte le incognite in fatto di imposte, in particolare per quanto concerne le persone giuridiche». La prudenza è un dovere anche nella previsione delle spese, conclude il presidente della CDF. ATS
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