
Tre su cinque consiglieri di Stato sono stati vaccinati. Uno no e un altro non dichiara cosa ha scelto. È questo il risultato del sondaggio svolto dalla Regione all’interno del governo ticinese. A non essere ancora vaccinato è Norman Gobbi: il consigliere di Stato leghista ha dichiarato: “Non escludo di farmi vaccinare, quando riterrò che sarà opportuno e necessario farlo”. Il direttore del Dipartimento delle istituzioni ha però aggiunto che in occasione di ogni evento a cui partecipa si sottopone a un tampone.
Sensibilizzazione degli over 50
Non è nota, invece, la scelta di Claudio Zali, che ha preferito non rispondere alla domanda. Ma se non vaccinato, a 60 anni il secondo leghista in governo rientra nella categoria di persone che le autorità politiche e sanitarie intendono sensibilizzare proprio nelle prossime settimane: i 36mila over 50 non vaccinati. “Faremo una campagna di sensibilizzazione mirata per chi è ancora scettico”, ha spiegato ieri in conferenza stampa il consigliere di Stato Raffaele De Rosa. Direttore del Dipartimento della sanità e della socialità che, invece, ha indicato di essersi sottoposto al vaccino. Vaccinati anche Christian Vitta e Manuele Bertoli, entrambi hanno dichiarato di averlo fatto per proteggere sé stessi e il prossimo.
“Elemento strategico per la gestione di questa crisi”
Il fatto che solo parte del Consiglio di Stato sia vaccinata farà discutere. La comunicazione del governo, infatti, è sempre stata molto chiara: la vaccinazione, infatti, è “uno dei quattro pilastri” della lotta al coronavirus, come spiegava a febbraio parlando in qualità di presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. Si tratta, aggiunse, di un “elemento strategico per la gestione di questa crisi” raggiungibile “anche grazie alla partecipazione attiva della nostra popolazione”.
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