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Ticino
"Consiglieri di Stato, intoccabili di casa nostra"
Redazione
13 anni fa
L'ex consigliere di Stato Alex Pedrazzini chiede strumenti per defenestrare i ministri. "Le regole del gioco siano uguali per tutti"

Nel nostro Cantone vi è una casta di intoccabili: i consiglieri di Stato. Lo afferma a chiare lettere l'ex consigliere di Stato, e attuale granconsigliere PPD, Alex Pedrazzini, con un'opinione pubblicata sul Corriere del Ticino.

Pedrazzini si riferisce alla possibilità di destituire dalla carica una persona condannata per crimini o delitti contrari alla dignità della stessa. Se la persona in questione è un municipale, infatti, a occuparsi della destituzione è il Consiglio di Stato. Se invece si tratta di un membro del Governo, il compito spetta al Parlamento.

Tutto regolare, verrebbe da dire. Eppure no. Perché, come spiega Pedrazzini, vi è attualmente un problema nella fase preliminare della "defenestrazione", ossia tra il momento dell'inizio dell'inchiesta e la decisione penale definitiva, che può intervenire anche dopo mesi e mesi. Se durante questa fase il Governo può, anzi "deve" secondo Pedrazzini, sospendere dalle sue funzioni un membro di Municipio nei cui confronti la magistratura sta indagando, il Parlamento non può fare altrettanto con i membri del Governo. "Attualmente non può fare nulla e così sarà anche in futuro se non si dovessero cambiare le cose."

Pedrazzini sottolinea di non avere nulla contro chi oggi siede in Governo, "persone che stimo ed alle quali non ho nulla da insegnare". Aggiunge però di faticare a digerire le regole del gioco esistenti, che creano palese disparità di trattamento tra esecutivi di rango diverso, disparità che rischiano di perpetuarsi se il Parlamento non dovesse a breve correggere il tiro."

Secondo Pedrazzini occorre privilegiare l'interesse pubblico a quello del consigliere di Stato. Non sarebbe infatti accettabile che a dirigere un dipartimento sia una persona sotto inchiesta. Per cui, spiega l'ex consigliere di Stato, occorre prevedere la possibilità di sospendere il membro di Governo ("sospendere non nel senso dell'impiccagione ma della messa in frigo, della sua neutralizzazione") in attesa che la giustizia penale termini il suo lavoro.

E se il Parlamento decidesse di dotarsi di tale strumento, ovvero della possibilità di destituire un consigliere di Stato indagato anche se non ancora condannato, Pedrazzini auspica che lo stesso non debba mai essere utilizzato. Ma se invece il Gran Consiglio dovesse rinunciare a dotarsene, spera "che non si tratti di una scelta di cui in futuro dovremo pentirci".

Perché, "pur augurandoci che non sia il caso", non è escluso a priori che tale eventualità possa succedere. E quindi, conclude Pedrazzini, "speriamo nel meglio ma muniamoci degli strumenti necessari anche per gestire il peggio."

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