
"2014, un'estate da dimenticare e con conseguenze devastanti per chi lavora con la bella stagione".
È il titolo di un'interrogazione parlamentare presentata nel settembre scorso dalla deputata Amanda Rückert (Lega), firmata pure da Lorenzo Jelmini (PPD) e Fabio Schnellmann (PLR).
I tre granconsiglieri, alla luce dell'inclemente meteorologia di questa estate, chiedevano in che modo il Governo intendesse intervenire per aiutare le numerose realtà toccate dal maltempo, come i club alpini, i ristoratori, gli albergatori o ancora i viticoltori.
Pur riconoscendo che lo Stato è già chiamato a erogare aiuti in numerosi settori, Rückert, Jelmini e Schnellmann proponevano di concedere degli aiuti fiscali, o contributi sotto altra forma (per esempio tramite il fondo Swisslos), alle attività colpite dal maltempo.
"Tali settori garantiscono posti di lavoro, creano indotto, contribuiscono a valorizzare la natura e il paesaggio: sono insomma importanti per i turisti ma soprattutto per noi ticinesi e non possiamo pertanto permetterci di perderle o di abbandonarle al loro destino" scrivevano i tre deputati, "soprattutto, se pensiamo che il settore enogastronomico sia una carta da giocare con convinzione per contribuire al rilancio dell’economia ticinese."
Negli scorsi giorni il Governo ha fornito le sue risposte.
Criticando innanzitutto l'espressione "conseguenze devastanti" usata dai tre deputati. "Ci pare eccessiva", scrive il Governo, sottolineando come le condizioni meteorologiche della scorsa estate non abbiano messo in pericolo né la sussistenza del settore turistico, né di quello vitivinicolo.
"Se è corretto descrivere come difficile l'annata vissuta" scrive il Consiglio di Stato, "appare del tutto fuori luogo lanciare messaggi che dipingono il mondo turistico e quello agricolo generalmente "persi" o "abbandonati a sé stessi" o che anche solo lascino pensare che le autorità ignorerebbero l'esistenza di comprovati stati di necessità strutturali. La realtà è ben diversa."
Il Consiglio di Stato spiega di non aver avviato alcuno studio sulle conseguenze del maltempo sul turismo ticinese e di non aver ricevuto alcuna richiesta di aiuti fiscali.
"La meteorologia rientra nel novero dei rischi che un imprenditore si assume avviando liberamente la sua attività" scrive il Governo. "Siamo per il resto convinti che gli imprenditori valutino con attenzione la possibilità di contrarre - laddove possibile ed economicamente sostenibile - delle polizze assicurative a copertura di danni causati da eventi naturali."
Rückert, Jelmini e Schnellmann chiedevano infine se non fosse opportuno chiedere a Ticino Turismo di abbandonare il concetto di Sonnestube e di puntare piuttosto sulla valorizzazione delle bellezze e delle realtà del territorio.
Il Consiglio di Stato, ricordando che il processo di adeguamento dell'offerta turistica è in corso da anni, spiega che è quello che Ticino Turismo sta già facendo. Ma che, visto che la nostra principale clientela proviene dalla Svizzera tedesca, "risulta però oggettivamente difficile estraniarsi dall'immagine che questa clientela ha della nostra destinazione."
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