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Ticino
Consegnate le firme contro la LIA
Consegnate le firme contro la LIA
Consegnate le firme contro la LIA
Redazione
9 anni fa
Raccolte 4'602 sottoscrizioni, che sono state consegnate nelle mani del presidente del Gran Consiglio Walter Gianora

Sono state consegnate oggi a Bellinzona, nelle mani del presidente del Gran Consiglio Walter Gianora, le firme raccolte nell'ambito della petizione che chiede di abrogare la legge sulle imprese artigianali (LIA). 4'602 le sottoscrizioni raccolte dal primo firmatario Andrea Genola, artigiano ticinese di Astano. 

Oggi si è trattato di una "consegna simbolica" visto che il promotore è intenzionato a portare le firme a Berna "in quanto la LIA colpisce tutte le ditte svizzere che vogliono lavorare in Ticino".

La petizione, ricordiamo, chiede di abrogare la legge che obbliga gli artigiani ad iscriversi all'albo. Secondo il promotore la legge erode il principio della libertà economica e svantaggia le aziende ticinesi nei confronti di quelle d'oltralpe (tasse) e italiane (differenze di responsabilità per il titolare dell'azienda).

"La LIA ha creato problemi alla popolazione elvetica" scrive Genola, "in particolare agli artigiani ticinesi che voleva "tutelare" senza per contro raggiungere nessuno degli scopi dichiarati. Cito l'Art. 1 della legge: "La presente legge mira a favorire la qualità dei lavori delle imprese artigianali che operano sul territorio cantonale, a migliorare la sicurezza dei lavoratori e a prevenire gli abusi nell’esercizio della concorrenza." Questi obiettivi sono già previsti da leggi e strumenti precedenti la LIA a carico della comunità".

La LIA ha altri scopi? si chiede il primo firmatario. "Se la risposta è NO mi aspetto che il Parlamento faccia tutto quanto in suo potere per abrogare una legge che genera solo burocrazia e costi supplementari per raggiungere degli scopi già perseguiti da altri enti, leggi e regolamenti".

"Se la risposta è SÌ Parlamento e Governo devono fare abrogare questa legge perché in uno stato di diritto non può trovare spazio una legge che non dichiara palesemente i suoi fini".

"In qualsiasi caso" conclude Genola, "Parlamento e Governo non possono restare indifferenti davanti a una legge che per sua natura concede un potere di deroga illimitato a una commissione dove il conflitto di interessi non può essere escluso e può quindi influire sul diritto alla libera scelta di un'attività economica".

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