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Ticino
Consegnata l'arma a 38 aspiranti agenti
© Polizia cantonale
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Redazione
2 anni fa
I futuri agenti sono ora pronti per il completamento della loro formazione, che prevede, fino al mese di febbraio, un periodo di stage nei posti di polizia e presso i propri Corpi di appartenenza.

La sala del Consiglio comunale di Bellinzona ha ospitato ieri la cerimonia di consegna dell'arma agli aspiranti della Scuola di polizia del V circondario d'esame (SCP2024). Dopo un percorso di formazione costituito di allenamenti pratici e approfondimenti normativi sull'uso della pistola d'ordinanza, 21 aspiranti agenti della Polizia cantonale, 9 aspiranti agenti delle polizie comunali di Bellinzona, Locarno, Lugano e Mendrisio, 7 aspiranti della Polizia cantonale dei Grigioni, e un aspirante della Polizia militare, hanno ricevuto ufficialmente l'arma d'ordinanza dal capitano Christophe Cerinotti.

I prossimi passi

I 38 aspiranti (30 uomini e 8 donne) sono ora pronti per il completamento della loro formazione, che prevede, fino al mese di febbraio, un periodo di stage nei posti di polizia e presso i propri Corpi di appartenenza. La formazione proseguirà poi con il secondo anno di carattere pratico, nei rispettivi Corpi d'appartenenza. Queste ulteriori fasi permetteranno di conseguire l'attestato professionale federale di agente di polizia, dopo il superamento degli esami federali di professione previsti per febbraio 2026.

Gobbi: “Una nuova responsabilità”

Nel suo discorso, il consigliere di Stato Norman Gobbi ha affermato che "la consegna dell'arma investe ogni aspirante agente di una nuova responsabilità”. Il possesso dell'arma “deve spingervi a considerare ogni situazione seguendo il concetto di proporzionalità, valutando quindi con gradualità gli interventi, privilegiando la mediazione". Inoltre, il direttore del DI ha insistito sull'importanza della formazione e “sull'eccellenza che la Scuola di polizia ha assunto anche in ambito nazionale”.

Cocchi: “Operate con professionalità e dialogo”

Il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ha sottolineato come la cerimonia rappresenti un passaggio di grande responsabilità, un impegno che ciascuno assume nei confronti della comunità, evidenziando inoltre "l'importanza del dialogo negli innumerevoli contesti in cui le forze di polizia si trovano a intervenire". L'invito rivolto è quindi di operare con professionalità, dialogo, proporzionalità e cordialità.

 

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