
La possibile congiunzione delle liste tra PPD e PLR per le federali di ottobre sta facendo discutere molto, tra chi la vede di buon occhio e chi invece teme che snaturerebbe l’identità dei due partiti. I rapporti tra liberali e conservatori ticinesi, infatti, sono complicati da secoli, come ha spiegato il ricercatore storico Fabrizio Panzera ai microfoni di TeleTicino.
“Tutto l'800 è punteggiato da rivoluzioni, durante quel periodo storico si può quasi parlare di una guerra civile a bassa intensità tra liberali e conservatori, che sfocia poi nella rivoluzione nel settembre del 1890 e l'intervendo della Confederazione. L'opinione pubblica confederata era scandalizzata per gli atteggiamenti dei ticinesi. Eravamo considerati una specie di Repubblica delle banane sud americana, così Berna decide di imporre il principio del governare assieme, che porterà poi lentamente a stemperare tutte le rivalità” ha spiegato Panzera.
Un rapporto, quello fra liberali e conservatori, che grazie all'intervento di Berna ha potuto svilupparsi in modo costruttivo. “Dopo l'intervento della Confederazione, durante gli anni '20 del 1900 in Gran Consiglio si è firmata anche la proporzionale, un provvedimento che ha imposto la collaborazione delle varie forze politiche - ha sottolineato Panzera -. Inoltre, all'inizio del secolo nascono anche il PS e altri partiti, quindi la collaborazione in parlamento diventa sempre più importante per trovare dei compromessi. Tuttavia, la rivalità tra liberali e conservatori resta ancorata al DNA dei ticinesi”.
Una rivalità che nei secoli si è tradotta anche in uno scontro sulla stampa. Fino a qualche secolo fa, i giornali servivano per 'cannonare l'avversario'. “Non solo i giornali dell'800 ma anche quelli del '900. Le testate come Il Dovere o Popolo e Libertà facevano delle polemiche incredibili. Si trovavano degli insulti che oggi sarebbero improponibili - ha spiegato Panzera -. Bisogna dire che a partire dalla fine degli anni '60, con la contestazione giovanile, il quadro politico è cambiato. Ma non si può dire che la situazione sia completamente mutata”.
Tornando al presente, la possibile congiunzione di liste tra Liberali radicali e Popolari democratici, secondo Panzera, è da leggere come un segno dei tempi. “Le differenze nei programmi non sono scomparse. Ciascun partito ha le proprie sensibilità, e all'interno di ognuno esistono anche delle correnti più di destra e sinistra. Ma il quadro politico dei paesi che ci circondano, come ad esempio l'Italia, dove negli ultimi decenni sono scomparsi sia il Partito comunista che la Democrazia cristiana, testimoniano un cambiamento della società. È un po' il segno dei tempi. Quindi, una congiunzione delle liste tra PPD e PLR ci starebbe benissimo, ma sarebbe prematuro parlare di alleanza o di matrimonio”.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del TG di TeleTicino
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