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Ticino
Congedo per la cura dei figli: "Stop alle discriminazioni"
Congedo per la cura dei figli: "Stop alle discriminazioni"
Congedo per la cura dei figli: "Stop alle discriminazioni"
Redazione
7 anni fa
Il PS e i Verdi di Lugano denunciano una prassi "ingiusta" nei confronti dei dipendenti degli Istituti sociali comunali

Il partito socialista e i Verdi di Lugano hanno inoltrato un'interrogazione al Municipio dopo essere venuti a conoscenza di una "prassi discriminatoria" per l'attribuzione dei congedi per i genitori esistente all’interno della Città di Lugano. Una prassi che riguarda in particolare le/i dipendenti degli Istituti sociali comunali, in grande maggioranza donne, che "ci è stata confermata dal capodicastero Lorenzo Quadri e dal direttore degli Istituti sociali comunali Paolo Pezzoli" sottolineano le due forze politiche. 

Di che cosa si tratta? "In caso di malattia del figlio la/il dipendente degli Istituti sociali comunali non riceve mai congedo pagato, nemmeno se presenta il certificato medico del figlio ammalato; e questo al contrario degli altri dipendenti di Lugano, dato che il Municipio di Lugano concede il congedo pagato alle/ai dipendenti del resto dell’Amministrazione comunale su presentazione del certificato medico concernente il figlio ammalato" sottolineano il PS e i Verdi. "Presso gli Istituti sociali comunali la/il dipendente, che ha un figlio ammalato al di sotto dei 15 anni e deve occuparsene immediatamente, è liberato dal turno previsto, in modo che si possa prendere cura del figlio, ma deve segnare vacanza oppure deve recuperare il turno non lavorato".

Secondo Verdi e PS con questa prassi "ingiusta" degli Istituti sociali comunali "vanificano una delle poche misure importanti atte a conciliare famiglia e lavoro che esistono in Svizzera (art. 36 Legge sul lavoro/art. 342a Codice delle obbligazioni), misura che viene ripresa dall’art. 68, cpv. 2 del Regolamento comunale".

Secondo le due forze politiche questa prassi, oltre che essere discriminatoria, è insostenibile anche per altri aspetti importanti. Primo perché "molto difficilmente la collaboratrice/il collaboratore con un figlio ammalato che si annuncia al mattino può essere sostituita/o il giorno stesso da un supplente: sono le/i colleghe/i già in turno che la/lo sostituiscono, assumendosi un maggior carico di lavoro e pertanto per gli Istituti sociali comunali nella maggioranza dei casi non vi è nemmeno un costo da recuperare"; Secondo perché la prassi "può spingere alcune/i dipendenti con figlio ammalato a motivare l’assenza con la propria malattia, in modo da non dover recuperare il turno, il che crea un agire malsano per aggirarla".

"Il fatto che il Regolamento organico delle collaboratrici/collaboratori e la Città di Lugano offrano anche altre misure di conciliazione lavoro-famiglia (in particolare accesso al tempo parziale, altri congedi pagati e non pagati, accesso ad asili nido e mense) che sono migliori di quelle vigenti presso altri datori di lavoro privati – e questo avviene sia per le/i dipendenti degli Istituti sociali comunali, sia per il resto delle/dei dipendenti della Città – non può in alcun caso giustificare l’esistenza della citata prassi discriminatoria" concludono Verdi e PS, che chiedono di applicare il Regolamento organico delle collaboratrici e dei collaboratori della Città di Lugano "senza discriminazioni di sorta".

Ecco quindi le domande poste al Municipio di Lugano:1. in generale come intende garantire la parità di trattamento nell’applicazione dell’art. 68 cpv. 2 del Regolamento organico delle collaboratrici e dei collaboratori della Città di Lugano per le/i dipendenti dell’Amministrazione cittadina e per quelli degli Istituti sociali comunali?2. In particolare intende fare in modo che le/i dipendenti degli Istituti sociali comunali abbiano da subito accesso al congedo pagato per malattia del figlio, su certificazione medica, come avviene per le/gli altre/i dipendenti della Città di Lugano?

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