
È scontro tra il deputato PPD Giorgio Fonio e il PLR sul tema del congedo paternità. Tutto nasce da un post su Facebook di Fonio, che in Ticino è tra i più attivi sostenitori di questa proposta, con cui stigmatizza il mancato sostegno del PLR nazionale all'iniziativa popolare: “Il PLR pur di non sostenere la nostra iniziativa che chiede venti giorni di congedo ai neo papà (pari a 160 misere ore lavorative) si inventa la fantasmagorica proposta di lasciare 8 settimane di congedo alle mamme e suddividere ulteriori 8 settimane tra mamma e papà. Quindi potremmo ritrovarci addirittura con un congedo maternità (che è misero deve essere migliorato) ridotto rispetto ad oggi. Che ideona! Non fateci ridere per favore. Dite chiaramente che volete bocciare l’iniziativa ma per favore non prendeteci in giro! Non vogliamo le briciole ma proposte serie e concrete”.
Pronta la risposta del PLRT: Poter conciliare l’impegno familiare con quello professionale è un tema d'attualità. La tematica del congedo paternità va affrontata trovando soluzioni nell’interesse di tutti gli attori: azienda, genitori e neonato. La proposta PLR propone un congedo parentale di 16 settimane (rispetto alle attuali 14 settimane di congedo maternità), 8 assicurate alla madre e le restanti 8 da suddividere in modo flessibile tra i genitori. Misure concrete, sopportabili e facilmente attuabili che permetteranno una maggiore conciliabilità tra impegni familiari e carriera professionale”.
“Inoltre, caro Giorgio, hai dimenticato di citare le deduzioni per le spese di assistenza all'infanzia da parte di terzi che il PLRT vuole portare a 25'000 fr. - oggi 10'100 fr. per figlio - e la politica proattiva nella creazione di nuovi asili nido - riteniamo più sensato ridurre la pressione fiscale sulle famiglie piuttosto che continuare a sovvenzionare gli asili nido”.
Una proposta che Fonio ha rispedito al mittente in tempo zero: “Talmente geniale che obbligherebbe inoltre la Svizzera a disdire la Convenzione n. 183 sulla protezione della maternità dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). Il suo articolo prevede almeno 14 settimane per le madri”.
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