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Il confronto
Congedo parentale di venti settimane, pareri a confronto
Redazione
3 anni fa
I Giovani del Centro hanno proposto un congedo parentale di 20 settimane perché le leggi attuali "non corrispondono al concetto di pari opportunità e a una moderna politica familiare". I Paesi nordici concedono fino a 160 giorni di congedo ai neo genitori. Ma cosa ne pensano i politici ticinesi di questa proposta? Abbiamo messo a confronto Giorgio Fonio (Il Centro) e Paolo Pamini (UDC).

Non meno di venti settimane. Dovrebbe essere questa, per i Giovani del Centro, la durata del congedo parentale in Svizzera. "Le disposizioni attualmente in vigore non corrispondono al concetto odierno di pari opportunità, né a una moderna politica familiare", dicono. Da qui la proposta di concedere quattro settimane ai neogenitori così suddivise: 14 alla madre, 4 al padre e le restanti da dividere. Numeri che possono sembrare importanti in Svizzera, ma basta pensare che in Norvegia, ad esempio, le settimane da spartire sono addirittura 46, pagate al 100%. In Svezia ogni genitore ha diritto a 12 mesi di congedo da condividere, ma sono obbligatori almeno due mesi a testa. In Danimarca su un totale di 52 settimane 2 sono del papà, 14 della mamma, il resto da spartire in modo equo e in Finlandia entrambi i genitori possono prendere 160 giorni di congedo o trasferirne, di questi, 63 al partner. "Guardando ai paesi scandinavi notiamo che la Svizzera è molto indietro per quanto concerne la nascita di un bambino", ha affermato a Ticinonews Giorgio Fonio, deputato de Il Centro. "Non per nulla l'Unicef ha classificato il nostro paese all'ultimo posto tra le nazioni con una qualità di vita, soprattutto per quanto concerne il livello economico, migliore alle altre". Quanto proposto dai giovani del partito "è un passo avanti". Di parere opposto, invece, il deputato democentrista Paolo Pamini: "Anche ammettendo che esista una discriminazione delle donne, non penso che con queste misure si possano ottenere dei risultati. Molte mamme chiedono di avere dei tempi parziali o di restare a casa dopo la nascita dei figli, ma queste scelte si ripercuotono sull'avanzamento della carriera e sul salario", ha detto Pamini.

Tra famiglia e carriera

"Attualmente dopo 98 giorni dalla nascita di un figlio la mamma deve rientrare al lavoro. Credo che questo non sia positivo anche perché -come dimostrato da alcuni studi- misure come quelle proposte dai Giovani del Centro migliorano la produttività dei lavoratori, creano maggior benessere e favoriscono le piccole-medie imprese, poiché rendono i dipendenti più fedeli ai propri datori di lavoro", ha aggiunto Fonio. Da gennaio "abbiamo introdotto il congedo di due settimane per i papà, vediamo cosa succede. Vogliamo andare nella direzione di un congedo parentale di 16 settimane? Prima liberalizziamo il budget", ha ribattuto Pamini. "Se vogliamo una parità dei sessi lasciamo scegliere ai genitori quello che preferiscono. Ricordiamo che spesso si parla degli stipendi inferiori percepiti dalle donne ma questo, a volte, è dovuto alla scelta di interrompere la carriera per dedicarsi alla famiglia. Ogni coppia ha una propria visione, ci sono anche mamme che preferiscono lavorare e papà che desiderano stare con i figli", ha concluso il deputato UDC.