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Società
Conflitti, meno fondi e più persone fragili: Croce Rossa archivia un 2025 difficile
Red. Online
14 ore fa
Lo scorso anno è stato ricco di sfide, ma la Direzione guarda avanti con positività e tenacia - «Non bisogna farsi frenare dai periodi difficili», commenta la direttrice Banchini Fersini

«Il 2025 ha portato tante sfide, ma la Croce Rossa c'è sempre, come anche il bisogno crescente di sostegno tra la popolazione». Queste le parole della direttrice della Croce Rossa Svizzera Ticino sezione Sottoceneri Debora Banchini Fersini, che abbiamo incontrato a margine della 109esima Assemblea Ordinaria dell'associazione all'ex Asilo Ciani. Un'occasione per parlare di alcuni dei temi che hanno contraddistinto l'ultimo anno, come ad esempio il calo dei contributi pubblici o l'arrivo di famiglie da Gaza. Ma come vede, la direttrice, le prospettive? «Noi le guardiamo in modo positivo. Facciamo sempre il massimo per dare sostegno a chi ne ha bisogno. Chiaro, è stato un anno difficile, però non bisogna mai farsi frenare dai periodi difficili, perché fanno parte della nostra società del momento. Bisogna accettarlo e trovare sempre delle nuove soluzioni». Ci sono stati anche momenti importanti e positivi, come quando sono state accolte due famiglie da Gaza. «È andata molto bene, è stata una grandissima sfida dove si è vista proprio la collaborazione tra Croce Rossa, Cantone e Confederazione. È stato sicuramente un momento molto importante in un anno di grande sofferenza a livello internazionale». 

«Meno soldi, più persone in difficoltà»

Stila un bilancio positivo anche il Presidente dell'associazione Filippo Bolla, che si sofferma in particolare sulla situazione difficile a livello internazionale, a partire dalle guerre. «Tutti questi conflitti portano inflazione, problemi economici e hanno un impatto sul mondo intero, che si percepisce anche in Svizzera. Abbiamo tanta povertà nel nostro paese, le statistiche lo dicono chiaramente». Bolla ha quindi ribadito che «la Croce Rossa è anche di prossimità. Quella internazionale la si vede in televisione, nei conflitti, con persone che operano sul terreno delle guerre. Ma quando si donano i soldi alla Croce Rossa svizzera e a quella ticinese, si danno per le persone in difficoltà qui nel nostro cantone». Quello dei fondi, dei soldi, è un tema importante, visto anche il calo del contributo pubblico. «È chiaro che c'è un calo del contributo pubblico, ma dovremmo comunque ringraziare le autorità per tutto quello che ci danno, anche se effettivamente mancano sempre i soldi, mentre le persone in difficoltà aumentano». Abbiamo quindi chiesto a Bolla un suo auspicio per gli anni a venire: «Meno conflitti, meno migrazioni e forse, e questo è molto personale, che l'Europa finalmente faccia un vero lavoro assieme per affrontare il problema dell'immigrazione».