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Ticino
"Conflitti di interessi dei Consiglieri di Stato: a che punto siamo?"
"Conflitti di interessi dei Consiglieri di Stato: a che punto siamo?"
"Conflitti di interessi dei Consiglieri di Stato: a che punto siamo?"
Redazione
8 anni fa
Franco Denti interpella il Governo sullo stato delle riflessioni fatte al suo interno sul tema

Nella sua seduta del 9 aprile il Gran consiglio affronterà con procedura scritta il Messaggio n. 7487 e il relativo Rapporto n. 7487R riguardanti l’introduzione dell’incompatibilità tra la carica di deputato al Gran consiglio e di membro del Consiglio di amministrazione dell’Ente ospedaliero cantonale, dell’Azienda cantonale dei rifiuti e della Banca dello Stato del Canton Ticino.

In vista di questa discussione il deputato verde-indipendente Franco Denti ha inoltrato un'interpellanza al Consiglio di Stato con cui chiede di fare il punto della situazione "sullo stato delle riflessioni fatte al suo interno su questo importante tema che tocca la separazione dei poteri, la trasparenza e il buon funzionamento degli enti statali e parastatali".

"Apprezzo molto la tempestività con cui l’Esecutivo cantonale ha dato seguito alla decisione del Parlamento del 16.10.2017, tramite il Messaggio n. 7487, pur ribadendo la mia personale insoddisfazione per la soluzione decisa dal Parlamento, che risolve solo parzialmente il problema ben più ampio dei potenziali conflitti di interessi in seno a Parlamento e Consiglio di stato - scrive Denti - Comunque sia, approfitto dell’occasione per informarmi e informare i colleghi su un aspetto puntuale dell’annoso problema dei conflitti di interessi, quello dell’opportunità per un Consigliere di Stato di sedere nei CdA delle aziende cantonali".

"Su questo aspetto il Collega Jacques Ducry, relatore del rapporto di maggioranza del 1.6.2017 (7239R1A), poi accolto dal Parlamento, aveva ritenuto che “in virtù del principio della separazione dei poteri”, fosse “primariamente il Consiglio di Stato a dover verificare l'opportunità che dei suoi membri partecipino ai Consigli di amministrazione delle aziende cantonali” - rammenta il deputato - Il Parlamento quindi, pur non avendo escluso la necessità di effettuare una riflessione in merito, ha deciso di non affrontare la tematica, lasciando la responsabilità nelle mani del diretto interessato, ovverosia il Governo".

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