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Ticino
Confiscati 400'000 dollari in Ticino
Redazione
12 anni fa
La Procura federale ha bloccato un conto legato al clan dei Casalesi. Grazie ai quali il Cantone ha già incassato 5,8 milioni di franchi

La Procura federale ha disposto la confisca di valori patrimoniali per circa 400'000 dollari depositati in una banca in Ticino su un conto cifrato riconducibile al clan camorristico dei Casalesi.

Il provvedimento, che risale al mese di settembre dello scorso anno ma che viene riportato solo oggi da La Regione, è stato ordinato al termine di un'inchiesta aperta per riciclaggio dalla sede di Lugano del Ministero pubblico della Confederazione diretta dal pm Pierluigi Pasi.

Quei valori patrimoniali, come confermato dalla portavoce della Procura federale Jeannette Balmer, "sono risultati essere intestati a persone con precedenti in Italia per reati associativi mafiosi." Persone "di riferimento del capo promotore dell'organizzazione criminale italiana, ucciso nel 1991 in Portogallo". Si tratterebbe quindi del boss dei Casalesi, Mario Iovine.

L'esecuzione della confisca è in corso, ha aggiunto la portavoce: "In questi casi, l'importo confiscato segue le sorti previste dalla Legge federale sulla ripartizione dei valori patrimoniali confiscati del 2004".

Ciò che potrebbe rappresentare una buona notizia per i conti del Cantone. Qualche settimana fa, grazie a questa legge, sono entrati in cassa 5,8 milioni di franchi, una parte di quei 13,8 milioni di euro che la Procura ticinese aveva sequestrato nel 2001 su conti luganesi anche in questo caso riconducibili ai Casalesi.

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