
A partire da oggi è di nuovo possibile entrare in Italia senza doversi sottoporre a una quarantena di 5 giorni. Occorrerà però dimostrare un test negativo (test molecolare o antigenico) effettuato le 48 ore precedenti l’ingresso. E ciò vale anche, per ora, per le persone già vaccinate o guarite dal Covid. Una situazione che non piace ai commercianti di oltreconfine che ieri sul lungolago a Lavena Ponte Tresa hanno inscenato una protesta, in cui hanno letteralmente calato le braghe a dimostrazione di come la situazione li stia lasciando...in mutande.
Proprio il sabato è il giorno in cui solitamente numerosi ticinesi varcano il confine per andare al mercato, ma da mesi ormai la chiusura delle dogane sta compromettendo l’economia di confine. E nonostante gli allentamenti previsti dalla nuova ordinanza firmata dal ministro della sanità italiano Roberto Speranza, si teme che saranno pochi gli svizzeri che torneranno nei negozi di Lavena Ponte Tresa. “Ci sentiamo presi in giro”, racconta una commerciante, in un video pubblicato sulla pagina Facebook ‘Wonderful Ponte Tresa - Shopping Village’. “Sembrava che la vaccinazione o il cosiddetto passaporto vaccinale poteva essere riconosciuto come pass valido per poter varcare la dogana. E invece no. Ci troviamo quindi ancora in grande difficoltà”.
L’auspicio è dunque quello di permettere la libera circolazione delle persone a 20 km di raggio dal confine, come già richiesto da esponenti politici della regione al Governo italiano.
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