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Ticino
Confermata la condanna dell'accoltellatore di Pura
Confermata la condanna dell'accoltellatore di Pura
Confermata la condanna dell'accoltellatore di Pura
Redazione
9 anni fa
Il Tribunale federale ha respinto il ricorso del cittadino argentino che nel 2014 aggredì la moglie ticinese

Condanna confermata per il cittadino argentino che il 16 novembre del 2014 a Pura accoltellò la moglie in seguito a una lite, ferendola in modo serio (vedi articoli suggeriti).

Il 25 settembre 2015 la Corte delle assise criminali lo aveva riconosciuto colpevole di lesioni semplici in parte aggravate, coazione e minaccia, nonché contravvenzione alla LStup (prosciogliendolo di contro dall’accusa di tentato omicidio intenzionale) e gli aveva inflitto una pena detentiva di 28 mesi, parzialmente sospesa per un periodo di prova di 3 anni, e una multa di 100 franchi.

In parziale accoglimento dell'appello inoltrato dal Procuratore pubblico, con sentenza del 14 giugno 2016, pronunciata nelle forme contumaciali in quanto l’imputato – difeso dall’avvocato Giacomo Fazioli – si trovava in Spagna, la Corte di appello e di revisione penale del Cantone Ticino (CARP) lo aveva riconosciuto colpevole di tentato omicidio intenzionale. Avendo spontaneamente desistito dal consumare il reato, è stato condannato alla pena detentiva di 3 anni e 6 mesi, nonché a una multa di 100 franchi.

Contro questo giudizio, il cittadino argentino si era rivolto al Tribunale federale con un ricorso in materia penale, postulando in via principale il suo proscioglimento dall'accusa di tentato omicidio intenzionale e la sua condanna per gli stessi titoli di reato ritenuti in prima istanza alla stessa pena, subordinatamente l'annullamento della sentenza della CARP e il rinvio del caso per nuovo giudizio.

I giudici di Mon Repos hanno però dato ragione alla CARP, che “ha accertato la dinamica del ferimento sulla scorta della versione dei fatti della moglie, ritenuta più credibile”. La Corte cantonale ha correttamente “scartato la versione del ricorrente, tenuto conto della sua generale non credibilità e dell'evidente inverosimiglianza” e concluso “che il colpo inferto dall'insorgente all'accusatrice privata, da dietro mentre lei si stava allontanando, è un accoltellamento volontario”.

“Infatti, dopo aver detto alla donna che l'avrebbe ammazzata, l'ha colpita intenzionalmente in una zona che è sede di organi vitali con un'arma potenzialmente atta a infliggere una lesione letale”, si legge nella sentenza.

Per i giudici losannesi il ricorso si rivela dunque infondato e va pertanto respinto nella misura in cui è ammissibile. La domanda di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio è pure respinta e le spese giudiziarie di 3'000 franchi sono state poste a carico del ricorrente.

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