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Confermata (al ribasso) l'espulsione di Proto
Confermata (al ribasso) l'espulsione di Proto
Confermata (al ribasso) l'espulsione di Proto
Redazione
7 anni fa
L'affarista milanese non potrà entrare in Svizzera fino al 2021. Il TAF gli ha dato parzialmente ragione

Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha recentemente confermato il divieto d’entrata emesso dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) nel novembre del 2017 a carico dell'affarista milanese Alessandro Proto. Accogliendo parzialmente il suo ricorso, presentato dall'avv. Gianluca Padlina, i giudici sangallesi ne hanno però ridotto la durata da cinque a quattro anni.

Per la Corte il provvedimento a carico del 44enne, che per un certo periodo ha vissuto a Novazzano, è giustificato alla luce "della tendenza del ricorrente ad offendere il patrimonio altrui ricorrendo alla truffa, nonché a turbare la funzionalità dei mercati finanziari infrangendo le regole sull’intermediazione finanziaria”. I casi di truffa a lui riconducibili, si legge, ammontano a uno in Svizzera e almeno cinque in Italia. Pertanto, la decisione di espellerlo dal Paese è giustificata in quanto il ricorrente costituisce ancora "una minaccia ancora attuale, effettiva e sufficientemente grave per l’ordine pubblico". La durata di cinque anni dello stesso non è però stata ritenuta proporzionale. La decisione impugnata è stata dunque riformata, nel senso che la durata del divieto d'entrata è ridotta a quattro anni, per cui lo stesso è valido dal 14 novembre 2017 al 13 novembre 2021.

Dalla sentenza del TAF emerge pure che "in relazione alla procedura concernente la revoca dei permessi di dimora UE/AELS di sua moglie e di sua figlia, è pendente un ricorso davanti al Consiglio di Stato, con un termine fino al 7 ottobre 2019 per produrre tutta una serie di documenti". Come richiestogli, Proto ha quindi esibito "un estratto del registro cantonale delle esecuzioni in cui è riportato che egli è oberato da trentotto attestati di carenza di beni per una somma totale di 427'809.70 franchi".

Ricordiamo che contro la decisione le TAF può essere interposto ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale (TF) di Losanna.

(Sentenza F-53/2018del 4 dicembre 2019)

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