
Un 23enne ex ultrà dell'Hockey Club Lugano è stato condannato dal giudice Siro Quadri a 30 aliquote giornaliere sospese, essendo stato riconosciuto colpevole di ingiuria e violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari.
La sentenza, resa nota dal Corriere del Ticino, si riferisce ai fatti avvenuti il 1° ottobre 2014 a Sion, dopo la partita valida per i sedicesimi di finale di Coppa svizzera tra la compagine locale, che militava in Prima lega, e il Lugano.
Una partita considerata non a rischio, visto l'ampio divario tra le due squadre. Ma al termine del match il tifoso in questione si accorse della presenza di due agenti della Polizia comunale di Lugano, che erano stati mandati a Sion per monitorare la situazione e, stanto al decreto d'accusa firmato dal procuratore pubblico Paolo Bordoli, si mise a insultare e minacciare di morte uno dei due.
In aula l'imputato, difeso dall'avvocatessa Valentina Borsari, ha negato le minacce, sostenendo di aver solo detto all'agente "sbirro di m...".
Ma il giudice, secondo cui "gli agenti non possono essersi inventati tutto", ha deciso comunque di condannarlo, seppur riducendo le aliquote da 70 a 30.
Il 23enne, che nel frattempo ha abbandonato gli ambienti della tifoseria, è stato invece prosciolto dall'accusa di aver danneggiato una vettura dopo il carnevale di Medeglia, a causa della mancanza di prove.
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