
Un cittadino ticinese domiciliato nel Luganese è comparso ieri sul banco degli imputati della Pretura penale di Bellinzona per rispondere di due SMS con una serie di turpiloqui (non meglio precisati) inviati con il telefonino alla ex moglie.
Come riferisce La Regione, si è trattata della terza volta in cui l'uomo ha dovuto rispondere dello stesso reato.
In aula l'ex moglie ha dichiarato che da quei due SMS ingiuriosi, risalenti al luglio dello scorso anno, l'uomo non ha più reiterato il reato.
Dichiarazioni che hanno spinto la giudice Patrizia Gianella a confermare la pena inflitta all'uomo con decreto d'accusa dal procuratore pubblico Antonio Perugini (30 aliquote giornaliere da 220 franchi), ponendola tuttavia al beneficio della sospensione condizionale.
Se però l'uomo dovesse ricadere in errore, si troverebbe a dover scontare sia questa condanna che le due precedenti, sempre per ingiuria e con l'aggiunta di vie di fatto e danneggiamento.
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