
Nel maggio scorso, a seguito di una segnalazione, il sindacato OCST era intervenuto presso l'abitazione di Morbio Inferiore dell'ex presidente del Partito socialista ticinese Anna Biscossa e di suo marito, dove era stato scovato un operaio di nazionalità rumena, sprovvisto di qualsiasi permesso, che stava eseguendo dei lavori di tinteggio per conto dell'impresa di Balerna di un serbo titolare di permesso B.
Interpellato dai sindacalisti, il serbo aveva affermato che il rumeno non sarebbe stato pagato per quel lavoro, ma che sarebbe stato unicamente ricompensato con un divano usato e delle sigarette.
Riscontrate queste anomalie, l'OCST aveva allora chiesto l'arrivo della Polizia cantonale.
In seguito era emerso che i coniugi Biscossa, ingiustamente finiti sotto accusa, non avevano alcuna responsabilità nella vicenda. Lo aveva ribadito lo stesso sindacato OCST, ricordando che "la responsabilità delle infrazioni ricade sull'impresa alla quale sono stati affidati i lavori di tinteggio e non sul committente."
Nessuna responsabilità per i coniugi Biscossa, quindi, ma per l'operaio rumeno sì.
Come riporta oggi La Regione, sul Foglio Ufficiale di ieri è stato notificato il decreto d'accusa emanato dal Ministero pubblico nei confronti del 28enne rumeno, già residente a Latina e oggi di ignota dimora.
L'uomo è stato condannato a una pena pecuniaria di 20 aliquote giornaliere da 30 franchi l'una, pena sospesa per un periodo di prova di due anni, nonché a una multa di 200 franchi. Il mancato pagamento della stessa sarà sostituito con una pena detentiva di 200 franchi.
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