
È stato condannato l'ex viceprimario di chirurgia dell'ospedale la Carità di Locarno per aver fatturato, tra il 2011 e il 2013, degli interventi chirurgici a suo nome, ma in realtà eseguiti da due suoi capiclinica (all'epoca sprovvisti della certificazione Fmh).
La Corte delle Assise Correzionali, riferisce la Rsi, ha in sostanza confermato l'impianto accusatorio del sostituto procuratorio generale Andrea Pagani, riconoscendo il medico colpevole dei reati di ripetuta falsità in documenti e di truffa (consumata e tentata), anche se non nella forma qualificata. Il giudice Mauro Ermani ha infatti riconosciuto che l'imputato non ha agito a scopo di lucro.
Pagani, ricordiamo, aveva chiesto una pena pecuniaria sospesa di 300 aliquote giornaliere (da 350 franchi l'una). Pena che è stata ridotta a 60 aliquote.
La difesa si era invece battuta per l'abbandono del procedimento e l'esenzione della pena visto che l'ex vice primario non pensava di danneggiare nessuno, ma di riparare un torto professionale subito dai suo colleghi. Inoltre aveva immediatamente risarcito il danno, collaborando all'inchiesta.
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