
È stato condannato per truffa e per falsità in documenti a 24 mesi di detenzione, sospesi per un periodo di prova di due anni, l’ex funzionario di Banca Stato che dal 1995 al 2006 prelevò indebitamente 1,6 milioni di franchi da un conto presso BancaStato. Il conto era intestato alla Sezione dell’agricoltura del dipartimento delle finanze ed era destinato a sussidi e a crediti in ambito agricolo. Nell’arco di 10 anni, l’imputato falsificò 83 bollettini di prelevamento. Con questi si presentava ai cassieri facendosi consegnare il denaro in contati. Denaro che doveva essere destinato ai contadini, ma che invece finiva nelle tasche dell’imputato per mantenere un tenore di vita che aveva raggiunto dimensioni soverchianti. 400 bottiglie di champagnes in cantina, svariati orologi di lusso, ma soprattutto una villa costruita a Camorino. “Lei ha davvero perso la trebisonda”, ha detto in aula la giudice Agnese Balestra Bianchi. “Il primo prelevamento fu per estinguere un debito d’imposta, ha spiegato l’accusato. Poi mi sono fatto prendere la mano”. Per dare maggiore credibilità alla truffa, l’imputato falsificò pure 15 lettere. Quindici falsi in cui la Sezione dell’agricoltura autorizzava il prelievo di denaro. La truffa rimase celata per 10 anni, in quanto l’accusato, difeso dall’avvocato Curzio Fontana, falsificava anche i bilanci annuali che era tenuto a presentare alla Sezione dell’agricoltura. “Lei ha abusato della piena fiducia e dell’autonomia che godeva all’interno della banca”, ha detto il procuratore pubblico Giovan Maria Tattarletti che stamane ha chiesto nella sua requisitoria 2 anni e sei mesi. Tra le lacrime, l’ex funzionario di BancaStato si è detto pentito per gli errori commessi. Un sincero pentimento di cui la giudice Agnese Balestra Bianchi ha tenuto conto pur confermando l’atto di accusa. “Lei ha preso per i fondelli tutti i suoi colleghi, ha detto nella sentenza la presidente della Corte delle Assise Correzionali di Bellinzona. Intanto, Banca Stato, costituitasi parte civile, ha già risarcito Cantone e Confederazione. E stamane la giudice oltre alla conferma dell’atto di accusa ha riconosciuto la richiesta di risarcimento dell'avvocato John Noseda che ammonta ora a circa 800 mila franchi.
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