
L'ex contabile di Breggia, comparso oggi reo confesso davanti alla Corte delle Assise correzionali di Mendrisio, è stato riconosciuto colpevole di truffa aggravata e ripetuta falsità in documenti e condannato a 18 mesi sospesi per un periodo di prova di due anni.
Il 64enne, ricordiamo, aveva sottratto circa 109'000 franchi dalle casse del Comune tra il dicembre 2015 e il maggio 2017. Il giudice Mauro Ermani ha ritenuto che l'uomo avesse agito per mestiere tradendo la fiducia di molti all'interno del Comune, con il denaro che è stato utilizzato per mantenere un tenore di vita al di sopra delle sue capacità. Per più di un anno si è garantito un reddito di quasi 6'500 franchi al mese, che andavano a sommarsi ai 6'900 del suo stipendio.
Durante il dibattimento odierno il 64enne aveva spiegato di aver scoperto la tresca amorosa della moglie. Da qui la decisione di prelevare le somme per andare a "sfogarsi". Al primo prelievo da 5'000 franchi ne sono seguiti almeno altri Ootto. Tutte le somme erano servite per pagarsi diversi vizi, dal gioco d’azzardo all'alcol e alle prostitute. Per truffare il Comune l’uomo, che gestiva i conti dell’Azienda acqua potabile, falsificava i bonifici come pure i bilanci per nascondere le sue malefatte.
Nella decisione della Corte ha influito la sua disponibilità a collaborare e a risarcire il Comune.
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