
Quattro anni e tre mesi di carcere da scontare, per tentato omicidio intenzionale e per dolo eventuale.
È questa la pena inflitta dalla Corte presieduta dal giudice Mauro Ermani nei confronti del 25enne italiano che il 27 ottobre 2013 accoltellò un 19enne macedone all'esterno della discoteca Vanilla di Riazzino.
Il procuratore pubblico Andrea Gianini proponeva una condanna a 6 anni di carcere, sottolineando come solo per miracolo in quell'occasione non ci scappò il morto. La difesa, rappresentata dall'avvocato Flavia Marone, chiedeva invece una pena non superiore ai tre anni, parzialmente sospesa, evidenziando lo stato alterato del 25enne al momento dei fatti ed il suo sincero pentimento.
Stato alterato di cui la Corte ha tenuto conto. Al momento del crimine l'accoltellatore aveva infatti un tasso alcolemico compreso fra l’1,3 e il 2,2 per mille ed era sotto l’influsso di cocaina e marijuana. Gli è quindi stata riconosciuta una media scemata responsabilità, che è valsa al 25enne una pena inferiore a quella richiesta dall'accusa.
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