Cerca e trova immobili
Ticino
Condannato il rapinatore di Biasca
Redazione
15 anni fa
L'asilante che l'anno scorso rapinò un negozio di alimentari si è beccato 31 mesi di carcere

31 mesi e dieci giorni, poco meno di quanto aveva chiesto l’accusa. Sono bastate 2 ore alle corte presieduta dal giudice Rosa Item per condannare il richiedente l’asilo marocchino di 26 anni che l’8 giugno dello scorso anno aveva rapinato un alimentari di Biasca per poi darsi alla macchia: una fuga durata solo una manciata di ore. Era presto, e l’uomo fingendo di voler acquistare una bevanda si era avvicinato alla cassiera del negozio e le aveva spruzzato negli occhi uno spray al pepe, rendendola inerme. Con 1600 franchi era fuggito prima a bordo di una macchina rubata la sera precedente, poi con due biciclette sottratte a Lodrino. Era stato arrestato la sera stessa dopo la segnalazione di alcuni avventori del locale dove si era fermato. Ma l’imputato oggi a Lugano non era chiamato a rispondere solo di quel reato. La rapina di fatto è solo la punta di un iceberg fatto di furti, danneggiamenti, violazioni di domicilio e svariati altri reati raccolti tutti in un atto d’accusa che pare un piccolo romanzo. La storia che racconta è quella di un giovane senza documenti che in poco più di due mesi è riuscito a collezionare reati per 11 capi d’accusa. “Una predisposizione allarmante a delinquere” ha sottolineato in aula il procuratore pubblico Amos Pagnamenta. Il marocchino non era nuovo alla giustizia svizzera, sulla sua testa pendevano due condanne di un tribunale zurighese sospese con la condizionale: anche qui furto, ricettazione, violenza contro le autorità. Tutto verosimilmente per potersi procurare la droga. Tanta droga: cocaina, marijuana, hashish. E l’alcol, che l’8 giugno l’ha tradito. Nel bar di Lodrino era entrato alla ricerca di whisky. “È un giovane che per arrivare in Svizzera ha vissuto un’odissea” ha dichiarato il suo avvocato appellandosi alla clemenza della corte. E poi c’è il suo pentimento. Perché anche se per tutto il processo l’imputato ha sbadigliato, qualche volta ridacchiato, quasi quello che accadeva in quell’aula non lo riguardasse, alla fine ha chiesto scusa, ammettendo quasi tutto. Ma oggi per l’uomo che ha terrorizzato una cassiera inerme in una mattina di fine primavera, di clemenza non c’è n’è stata molta. [email protected]

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata