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Ticino
Condannato il gestore del postribolo Le scimmie
Redazione
18 anni fa
Comprava brasiliane, colombiane, ungheresi e lituane. Il gestore del bar Le scimmie di Bellinzona a processo a Lugano

Comprava donne brasiliane, colombiane, ungheresi. Il prezzo era di 2'000 o 3'000 franchi. Ma sborsava fino a 3'400 franchi per delle lituane. Donne come merce, acquistate da un 46enne per farle prostituire al bar Le scimmie di Bellinzona, di cui era gestore. E le ragazze dovevano versargli anche metà dei loro guadagni. Oltre a pagare affitti salati. Il gestore è stato condannato a 14 mesi di dentenzione, sospesi con la condizionale per due anni.Un caso inquietante, quello giudicato questa mattina nell’aula penale di Lugano da Agnese Balestra Bianchi. Ancora più sconcertante, se si pensa che due ragazze sono state in seguito anche “affrancate” da un cliente del locale. Ossia liberate dalla loro schiavitù. Per una di loro, il cliente ha pagato 2000 franchi in contanti e altri 2'500 barattati con l’installazione gratuita di due condizionatori d’aria.

A favore dell’imputato, un italiano residente a Mendrisio, ha giocato il lungo tempo trascorso. I fatti risalgono a più di otto anni fa: lungaggini giudiziarie hanno giocato dunque a suo favore e la giudice Balestra Bianchi non ha potuto che pronunciarsi per una pena tutto sommato lieve: 14 mesi con la condizionale.

Le giovani venivano fatte alloggiare in appartamenti sopra Le scimmie. Sono state almeno 17 le ragazze acquistate dall’imputato nell’arco di soli sei mesi. E il verbo “acquistare” è stato sottolineato anche dal procuratore pubblico Moreno Capella nella sua requisitoria. “Le ragazze sapevano cosa venivano a fare in Ticino ed erano perciò consenzienti”, ha contestato l’avvocato difensore, Andrea Carri, chiedendo il proscioglimento. Un’opposizione non accolta dalla giudice. “Le donne – ha spiegato leggendo la sentenza - provenivano da paesi poveri. Erano quindi finanziariamente vulnerabili e non certo nelle condizioni di rifiutare un’offerta di lavoro comunque redditizia”.

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