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Ticino
Condannato il "boss frontaliere della droga"
Condannato il "boss frontaliere della droga"
Condannato il "boss frontaliere della droga"
Redazione
9 anni fa
Il caso di Igor Rossi aveva fatto scalpore perché, da latitante in Italia, viveva indisturbato a Novazzano

Igor Rossi, noto anche come "il boss frontaliere della droga", è stato condannato ieri dalla Corte delle Assise correzionali di Mendrisio, presieduta dalla giudice Rosa Item, a 24 mesi di detenzione da espiare, dedotto il carcere preventivo, per infrazione aggravata alla Legge federale sugli stupefacenti, infrazione alla Legge federale sulle armi e contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti.

Scontata la pena in Svizzera, il 42enne sarà estradato nella vicina Penisola, dove dovrà fare i conti anche con la giustizia italiana, sempre per reati legati alla droga.

Rossi, ricordiamo, era stato arrestato dalla Polizia cantonale in ossequio a un mandato di cattura internazionale nel settembre 2015 in un appartamento sussidiato dalla Stato a Novazzano. Egli si era rifugiato in Ticino nel 2010 in provenienza da Biandronno (Varese) a seguito dell'arresto della compagna.

Il caso aveva fatto scalpore anche perché si scoprì che era al beneficio di un permesso G per frontalieri, ottenuto quando nella banca dati della Sezione della popolazoine non risultavano ancora pendenze a suo carico, nonostante fosse già stato condannato per droga nel 2005 in Italia. Nel nostro Cantone però non aveva mai svolto un regolare lavoro, continuando a occuparsi di gestire un vasto commercio di droga.

La corte lo ha riconosciuto colpevole di spaccio di almeno 475 grammi di cocaina, 250 grammi di Mdma e oltre un chilo e mezzo di hashish. L'uomo, difeso dall'avvocato Oliver Ferrari, ha riconosciuto la sua colpa.

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