
Giancarlo Bottani è colpevole di tentato omicidio intenzionale e non di assassinio. La corte dell’assise criminali di Lugano ha quindi condannato il 59enne a 3 anni e 4 mesi di reclusione per aver cosparso di benzina, la sera dell’8 gennaio scorso, il vicino di casa. Il giudice Mauro Ermani durante la lettura della sentenza ha sottolineato che la corte si è basata su fatti oggettivi e sulla credibilità delle versioni fornite dall’imputato e dalla vittima. La corte ha ritenuto più credibile il racconto del 35enne vicino di casa, ma il giudice Ermani ha anche sottolineato che alla base di tutto ci sono stati comportamenti individuali gravi: “Il nostro è uno Stato fondato sulla libertà e la tolleranza. Spetta alle persone e non allo Stato regolarsi” ha affermato in aula il giudice. Il procuratore pubblico Andrea Pagani dal canto suo lunedì aveva chiesto per Giancarlo Bottani una pena a 5 anni e mezzo da espiare, convinto che la sera dell’8 gennaio l’accusato fu colpevole di tentato assassinio. Per la corte non ci fu premeditazione. Bottani reagì alle provocazioni che il vicino di casa aveva più volte manifestato. La difesa invece, rappresentata dall’avvocato Brenno Canevascini, aveva chiesto una sensibile riduzione chiedendo alla corte di giudicare Bottani per lesioni semplici. In attesa delle motiv scritte della corte, l’avvocato brenno canevascini ha fatto dichiarazione di ricorso. Si chiude così una vicenda che, come ha ricordato la corte, solo per caso non è finita in tragedia. Il procuratore pubblico Andrea Pagani lunedì aveva chiesto per Bottani una pena a 5 anni e mezzo da espiare perché, nonostante la perizia psichiatrica giudiziaria avesse indicato una scemata imputabilità di grado medio, il 59enne ha agito con il chiaro intento di uccidere il vicino di casa. Vicino che, ha sempre sostenuto l’accusa, solo per puro caso non venne avvolto dalle fiamme dopo essere stato cosparso di benzina. Il movente che ha spinto Bottani, secondo il procuratore pubblico, è stato unicamente quello di salvare il suo onore e quello della moglie, disprezzando totalmente la vita altrui. Ma il lungo processo celebrato a Lugano ha evidenziato la netta contrapposizione tra le parti. Sia la difesa sia l’accusa si sono date battaglia su diversi campi. Come quello psichiatrico. Se da una parte la perizia giudiziaria ha rilevato per Bottani una sindrome delirante e disturbo della personalità che porta lo porta a vedere sempre complotti contro di lui con un pericolo di recidiva, dall’altra il perito chiamato dalla difesa nega la presenza di una sindrome delirante così come il pericolo di recidiva. Inoltre l’avvocato Brenno Canevascini, difensore di Bottani, nella sua arringa aveva puntato tutto sulla derubricazione dell’accusa di tentato assassinio a lesioni semplici. Per la difesa le perizie e le indagii non hanno permesso di appurare che Bottani ha agito per uccidere. Per l’avvocato Canevascini il suo cliente è stato vittima di stalking commesso dal vicino di casa. Un uomo – secondo Canevascini – pericoloso, violento e che vive secondo leggi tutte sue. [email protected]
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