
Un 34enne di nazionalità albanese è stato condannato ieri dalla Corte delle Assise correzionali di Bellinzona, presieduta dal giudice Amos Pagnamenta, a 22 mesi di detenzione da espiare.
L'uomo, un vero e proprio frontaliere del furto, era stato condannato a Milano a sei anni di reclusione, per sfruttamento della prostituzione minorile e ricettazione.
Poco dopo i giudici italiani avevano accolto la sua richiesta di scontare la pena a piede libero, obbligandolo però a presentarsi ogni giorno per la firma presso una stazione dei carabinieri di Milano.
E così l'uomo ha potuto avviare la sua nuova attività, quella dei furti in Svizzera.
Ogni giorno alle 17 si recava dai carabinieri per ossequiare l'obbligo di firma, dopodiché prendeva la macchina, varcava il confine e rubava.
Sedici i furti con scasso, dieci riusciti e sei tentati, messi a segno tra luglio e agosto dell'anno scorso da parte del 34enne, a Iragna, Lodrino, Soazza, Claro, Gnosca, Rossa, Augio e Cauco. Il tutto per un bottino di oltre 67mila franchi, più i danni alle abitazioni.
Il procuratore pubblico Nicola Respini, criticando "il lassismo della giustizia in Italia" e sottolineando la necessità di migliorare il coordinamento tra forze dell'ordine, ha chiesto per lui una condanna a 24 mesi da espiare. La difesa dell'uomo, rappresentata dall'avvocato Laura Rigato, si è invece battuta per una riduzione della pena a 15 mesi, con la condizionale. Alla fine il giudice ha accolto quasi integralmente le richieste della pubblica accusa, condannando il ladro a 22 mesi di carcere. Che stavolta non verranno tramutati in obbligo di firma.
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