
12 mesi, di cui 6 da espiare, e 5 anni di espulsione dalla Svizzera. Questa la condanna della Corte delle Assise correzionali di Lugano nei confronti del 47enne spagnolo senza fissa dimora che lo scorso 8 gennaio appiccò il fuoco ad un negozio di materiale informatico a Massagno, costringendo l'evacuazione di una ventina di inquilini del palazzo accanto. Alcuni di loro subirono anche una lieve intossicazione da fumo.
"Mi dispiace, non so come sia potuto accadere" ha dichiarato in aula l'imputato, per il quale il legale difensore ha chiesto l'assoluzione in quanto "non ha agito in modo intenzionale". In via subordinata ha richiesto una massiccia riduzione della pena, con il beneficio della sospensione condizionale.
Il 47enne, quella notte, agì sotto l'effetto di alcol e metadone. Si era rifugiato nella rientranza dell'edificio, riparandosi con dei cartoni, quando - si legge nell'atto d'accusa riportato dal Corriere del Ticino online - una sigaretta lasciata cadere prima di addormentarsi, aveva innescato le fiamme. L'uomo aveva tentato di spegnere il rogo con una lattina di birra, ma senza successo, per poi allontanarsi dal luogo del sinistro.
Il procuratore pubblico Antonio Perugini ha ritenuto "indifendibile" l'agire dell'uomo, accusandolo di incendio colposo e contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti. 23 mesi, di cui almeno 6 da espiare, e 10 anni di espulsione, la richiesta della pubblica accusa.
Il giudice Mauro Ermani ha infine ritenuto la responsabilità dell'accaduto del 47enne, che ha agito "in modo negligente".
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